Cento (Italia)

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Cento
comune
Cento – Stemma Cento – Bandiera
   
La Rocca di Cento, struttura difensiva costruita alla fine del trecento per volere del Vescovo di Bologna.
La Rocca di Cento, struttura difensiva costruita alla fine del trecento per volere del Vescovo di Bologna.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Ferrara-Stemma.png Ferrara
Amministrazione
Sindaco Piero Lodi (Partito Democratico) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 44°44′00″N 11°17′00″E / 44.733333°N 11.283333°E44.733333; 11.283333 (Cento)Coordinate: 44°44′00″N 11°17′00″E / 44.733333°N 11.283333°E44.733333; 11.283333 (Cento) (Mappa)
Altitudine 15 m s.l.m.
Superficie 64,74 km²
Abitanti 35 837[1] (31-12-2014)
Densità 553,55 ab./km²
Frazioni vedi elenco frazioni
Comuni confinanti Bondeno, Castello d'Argile (BO), Crevalcore (BO), Finale Emilia (MO), Pieve di Cento (BO), San Giovanni in Persiceto (BO), Sant'Agostino
Altre informazioni
Cod. postale 44042
Prefisso 051
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 038004
Cod. catastale C469
Targa FE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti centesi
Patrono san Biagio Vescovo e Martire
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cento
Cento
Posizione del comune di Cento nella provincia di Ferrara
Posizione del comune di Cento nella provincia di Ferrara
Sito istituzionale

Cento (Zèint in dialetto bolognese settentrionale[2], Zänt in dialetto bolognese [3], Zènt in dialetto centese) è un comune italiano di 35.837 abitanti della provincia di Ferrara, in Emilia-Romagna. Cento è definita spesso terra di confine, perché nonostante sia in provincia di Ferrara la distanza che la separa dal capoluogo di provincia è pressoché la stessa che la separa da Bologna, inoltre è talvolta rinominata "La piccola Bologna" per via della struttura dei portici e del centro storico, in stile bolognese, e per la sua gastronomia, che presenta numerosi piatti tipici del capoluogo emiliano[4].

 

 

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Cento presenta un territorio totalmente pianeggiante, agricolo, ricco di corsi d'acqua e di maceri (piccoli stagni, retaggio della coltivazione della canapa) che si insinua come un cuneo tra le province di Bologna e Modena. La città dista 33 chilometri dal centro storico di Bologna, 35 dal centro storico di Ferrara e 38 dal centro storico di Modena.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Esistono varie ipotesi sull'origine del nome Cento: quella più accreditata lo fa risalire all'epoca romana, da Centum, poiché all'epoca i territori venivano divisi in centurie agrimensorie, oppure, sempre risalente all'epoca del dominio romano, da "Cento iugeri", che sarebbe la porzione di territorio assegnato ai coloni all'epoca. Un'altra ipotesi è di origine longobarda, da "Centenario", una sorta di giudice che esercitava la giurisdizione per conto del Duca di Persiceta[5]. Un'altra ipotesi è che il nome della cittadina derivi dal Castello di Cento, il cui nome sarebbe stato dato dai Celti, chiamandolo appunto Celto, poi storpiato in Cento[6].

Nel medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino e nato nel 1591, è stato certamente uno dei più noti personaggi centesi.

La prima comunità formalmente costituita nella zona risale al 1185, quando il vescovo di Bologna riconobbe giuridicamente la comunità costituita da contadini, impegnati nelle opere di bonifica del territorio[7]. All'inizio del Trecento, in concomitanza con la graduale perdita di potere del vescovo di Bologna, nacque la partecipanza agraria. In origine Cento era unita a Pieve di Cento, ma nel 1376, con decreto del principe centopievese Bernardo de Bonnevalle, vescovo di Bologna, venne separata da Pieve di Cento a cui fu riconosciuto lo status di "città autonoma". Nel 1502 Papa Alessandro VI cedette in dote Cento a Lucrezia Borgia, in occasione delle nozze con il duca Alfonso della casata estense; Cento tornò allo Stato Pontificio solo nel 1598.

Nel XVII secolo, il Comune di Cento fu definitivamente separato dalla sua originaria pieve da un evento naturale, quale fu la rotta del fiume Reno, avvenuta nel 1648, che fu talmente devastante da porre il letto del fiume nel mezzo dei due centri. In quello stesso periodo, negli anni tra il 1641 e il 1649, Cento venne coinvolta anche nella guerra di Castro[7].

La chiesa di San Martino di Tours a Buonacompra di Cento, crollata dopo le scosse del 20 maggio 2012

Nel 1754 Papa Benedetto XIV diede a Cento, con Bolla Papale, il rango di "Città" e durante la Repubblica Cisalpina (1797) venne scelta quale capoluogo del Dipartimento dell'Alta Padusa. All'inizio del XIX secolo Cento fece parte del regno napoleonico, che ebbe termine nel 1815 quando il cardinale Consalvi restaurò nella zona lo Stato Pontificio, riportando a Cento le opere d'arte trafugate da Napoleone. I decenni successivi videro un grande fermento politico, con la comparsa di personaggi storici del risorgimento, come il centese Ugo Bassi, fucilato a Bologna nel 1849 dalle truppe austriache[7].

Con voto plebiscitario nel 1860 veniva sancita l'annessione al Regno dei Savoia. Nel 1928 un decreto reale modificò il confine con Pieve di Cento, con il passaggio di quest'ultima alla provincia di Bologna[7].

Storia recente[modifica | modifica wikitesto]

Cento è stata colpita dai terremoti dell'Emilia del 2012 che nel comune hanno provocato una vittima. Non vi sono state fortunatamente gravi conseguenze per l'edilizia abitativa, ma diversi edifici storici sono stati evacuati spontaneamente per crepe superficiali in attesa di controlli. Nel territorio, è crollata la chiesa di Buonacompra, mentre molte altre sono rimaste danneggiate e chiuse al pubblico; si prevede che rimarranno tali per diversi anni in attesa della completa restaurazione[8].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma civico nella versione aulica

Sullo stemma di Cento, nella parte bassa, campeggia il gambero che ricorda l'origine pescosa del territorio un tempo invaso dall'acqua e ricco di gamberi, mentre nella parte alta è presente lo stemma della famiglia Aldobrandini, un cui componente fu papa Clemente VIII, che nel 1598 riportò il Ducato di Ferrara sotto lo stato pontificio[9].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo del Governatore in Piazza Guercino, fatto costruire nel 1502 dagli Estensi.

La struttura urbana risale al Medioevo ed è caratterizzata dalla presenza di portici che fiancheggiano le strade principali con palazzi storici e chiese di pregio artistico. Tra i monumenti d'interesse:

Oratori mariani storici di Cento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Oratori mariani di Cento e Oratorio della Crocetta.

Piccoli edifici sacri destinati alla preghiera, attigui ad una chiesa o ad un monastero, o talvolta ad abitazioni private. Possono essere corrispondenti a pilastrini religiosi. La tradizione vuole che gli oratori elencati siano posti sull’asse di collegamento tra la Via Francigena propriamente detta e quella che scendendo dal Brennero giungeva a Roma fungendo da tappe intermedie di pellegrinaggio. Venivano e vengono usati per ricorrenze religiose come recite di rosari, processioni e funzioni sacre e sono anche percorsi devozionali locali sostituendo i lunghi pellegrinaggi che non tutti erano in grado di affrontare.

L'oratorio di Santa Liberata e l'oratorio di Santo Prato Fiorito sono dotati di diversi affreschi di santi, il secondo è piuttosto ampio e dedicato in particolare a san Sebastiano. Altri due oratori sono quello dell'Ariosto e quello della Crocetta, edificati ancor prima del XIX secolo. La chiesetta della Crocetta, nonostante le modeste dimensioni, era un punto di riferimento per i pellegrini locali[14].


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