Piacenza

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Piacenza
comune
Piacenza – Stemma Piacenza – Bandiera
Piacenza – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.png Piacenza
Amministrazione
Sindaco Paolo Dosi (PD) dal 21/05/2012[1]
Territorio
Coordinate 45°03′00″N 9°42′00″ECoordinate45°03′00″N 9°42′00″E (Mappa)
Altitudine 61 m s.l.m.
Superficie 118,24 km²
Abitanti 102 205[2] (31-04-2015)
Densità 864,39 ab./km²
Frazioni BorghettoGerbidoI VaccariLa VerzaLe Mose,MontaleMortizza,MucinassoPittolo,RoncagliaSan Bonico,Vallera
Comuni confinanti CalendascoCaorsoCaselle Landi (LO), Corno Giovine(LO), GossolengoGragnano TrebbiensePodenzano,PontenureRottofrenoSan Rocco al Porto (LO), Santo Stefano Lodigiano (LO)
Altre informazioni
Cod. postale 29121-29122
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
CodiceISTAT 033032
Cod. catastale G535
Targa PC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti piacentini
Patrono sant'Antonino di Piacenza,santa Giustina da Padova
Giorno festivo 4 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Piacenza
Piacenza
Posizione del comune di Piacenza nell'omonima provincia
Posizione del comune di Piacenza nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Piacenza (Piaṡëinsa [pia'zəjsʌ] in dialetto piacentino) è un comune italiano di 102.205 abitanti[2]capoluogo dell'omonima provinciadell'Emilia-Romagna.

È soprannominata la Primogenita perché nel 1848 è stata la prima città italiana a votare con un plebiscito l'annessione al Regno di Sardegna.

Posta al confine fra Emilia e Lombardia, risente dell'influenza economica e culturale di Milano.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Piacenza è situata nella Pianura Padana ad un'altitudine di 61 metri sul livello del mare. È posta sulla riva destra del Po, tra le foci del fiume Trebbia a ovest e del torrente Nure ad est. A una quindicina di chilometri in direzione sud compaiono i declivi dei colli piacentini, prime propaggini dell'Appennino ligure. La posizione geografica, al crocevia fra Lombardia, Liguria ed Emilia, ne ha da sempre determinato le sorti strategico-militari e ne ha fatto un importante nodo autostradale e ferroviario.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Piacenza Collegio "Alberoni" e Stazione meteorologica di Piacenza San Damiano.

Piacenza è la città dell'Emilia-Romagna con il clima più continentale, di conseguenza gli inverni sono leggermente più rigidi rispetto alle altre città della regione e le precipitazioni risultano maggiori. Le minime invernali registrate sono inferiori inoltre a quelle delle vicine città lombarde. La vicinanza della città al fiume Po porta come conseguenza che, in tutti i periodi dell'anno, il clima sia caratterizzato da una forte umidità: d'inverno si manifesta con grande frequenza il fenomeno della nebbia, d'estate le condizioni meteorologiche sono spesso di afa opprimente.

Sino alla fine degli anni ottanta sono state registrate nevicate record. Nei giorni della nevicata del secolo del 1985 che colpì il nord Italia si superò il metro e mezzo. La neve a Piacenza è sempre caduta durante il periodo invernale, fenomeno alquanto naturale, ma tra la fine degli anni '90 e il primo decennio degli anni 2000. Il fenomeno si è rarefatto e la neve fa la sua comparsa solo in occasioni sporadiche, peraltro con precipitazioni di lievi entità. Negli ultimi anni la neve è tornata abbondante e nell'inverno del 2008/2009 si sono registrate precipitazioni nevose record. La temperatura massima media in gennaio è 3-4 gradi mentre in luglio raggiunge i 31-32-33 gradi.

L'alluvione del 2015[modifica | modifica wikitesto]

Nella notte fra il 14 settembre e il 15 settembre 2015 una parte della provincia e del comune di Piacenza è stata devastata dalle esondazioni improvvise del Nure e del Trebbia, dovute al maltempo e ad ammassi di detriti, che hanno causato danni ingenti e la morte di tre persone e un disperso. Le località più colpite sono state RoncagliaBettolaFariniFerriereRivergaro e Bobbio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Piacenza.

Popolato sin dall'antichità, il territorio di Piacenza era abitato in origine da stirpi liguri venne conquistato prima dagli Etruschi e poi dai Celti.

Placentia, fondata nel 218 a.C., fu la prima colonia romana nell'Italia settentrionale, insieme a Cremona, come importante avamposto militare contro Annibale che muoveva dalla Spagna per giungere in Italia e portarvi devastazione[3] conquistando i territori del Ticino e della Trebbia. La città resistette agli attacchi punici e fiorì come centro commerciale sulla via Emilia. La cristianizzazione della città avvenne anche per opera di martiri come sant'Antonino, centurione piacentino ucciso sotto Diocleziano.

Divenuta sede di un ducato longobardo, quindi conquistata dai Franchi, la città acquistò maggiore importanza intorno all'anno mille, trovandosi sulla Via Francigena. Dal 1126 fulibero comune e combatté con la Lega lombarda contro il Barbarossa a Legnano. Nel 1336 fu nelle mani dei Visconti e rimase in loro dominio fino al 1447 per poi passare, nella prima metà del Cinquecento, alla Francia e in seguito allo Stato Pontificio.

Capitale del Ducato di Parma e Piacenza sotto i Farnese (1545) passò al ducato di Milano e fu restituita a Ottavio Farnese nel 1556.

Dal 1732 al 1859 fu soggetta al dominio borbonico, durante il periodo napoleonico fu aggregata all'Impero nel Dipartimento del Taro, successivamente fu attribuita a Maria Luigia d'Austria, che apportò alla città importanti ammodernamenti.

Con un plebiscito del 10 maggio 1848 Piacenza chiese l'annessione al Regno di Sardegna, futuro Regno d'Italia, guadagnandosi il soprannome di città primogenita d'Italia. Pesantemente colpita nelle Guerre Mondiali, ha poi avuto uno sviluppo agricolo e industriale. Nominata città d'arte, oggi Piacenza ha una forte vocazione turistica.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone in uso

Lo stemma di Piacenza, secondo il regio decreto del 27 settembre 1938, è uno scudo partito, il primo di rosso a un quadrato d'argento; il secondo d'argento a una lupa d'azzurro lampassata di rosso. In realtà nello stemma in uso la lupa è di colore nero.

La parte rossa in cui è raffigurato un quadrato bianco o argenteo costituisce anche lo stemma della Provincia di Piacenza. Sull'origine di questo partito gli studiosi si dividono: per alcuni questa metà rimanderebbe alle insegne della Legione Tebea o Tebana, ai tempi di Diocleziano, nella quale era arruolato il martire cristiano e patrono Antonino. Nella tradizionale iconografia, infatti, il santo protettore è ritratto mentre regge il vessillo militare. La placca quadrata probabilmente rappresenta il tipico accampamento romano, il castrum. Altri mettono in dubbio sia l'appartenenza di Antonino alla Legione Tebea sia la storicità di questa legione così come è tramandata e sostengono che il quadrato sia la stilizzazione di un dado, da ricollegarsi al passaggio di Cesare e alla sua famosa frase all'attraversamento del Rubicone, "il dado è tratto". A generare l'incertezza sono gli stessi piacentini che lo chiamano comunemente "il dado".

Nella parte bianca viene raffigurata la lupa capitolina, emblema di Roma. Ciò simboleggia lo stato di "civitas romana" (e il conseguente dono delle insegne con la lupa) di cui la città, la prima colonia fondata dai romani insieme alla gemella Cremona nel 218 a.C., fu omaggiata.

Il gonfalone, rosso con al centro un rettangolo di tessuto bianco recante lo stemma cittadino, recita: Città di Piacenza, Primogenita d'Italia. Secondo la blasonatura del decreto esso dovrebbe essere interamente bianco. L'appellativo "Primogenita" sta a significare il fatto che la città nel 1848 è stata la prima a chiedere l'annessione al nascente Regno d'Italia, allora Regno di Sardegna.

Il mosaico dell'antico stemma è visibile all'interno del cortile (aperto al pubblico) del Palazzo Gotico (il corrente stemma è invertito rispetto all'antico).


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