Marche

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Marche
regione
Marche – Stemma Marche – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Il santuario della Santa Casa di Loreto, uno dei simboli delle Marche
Il santuario della Santa Casa di Loreto, uno dei simboli delle Marche
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Capoluogo Ancona-Stemma.png Ancona
Presidente Luca Ceriscioli (PD) dal 1°/06/2015
Territorio
Coordinate
del capoluogo
43°37′00″N 13°31′00″ECoordinate43°37′00″N 13°31′00″E (Mappa)
Altitudine 343[1] m s.l.m.
Superficie 9 401,38 km²
Abitanti 1 545 741[2] (30-6-2015)
Densità 164,42 ab./km²
Province AnconaAscoli Piceno,FermoMacerataPesaro e Urbino
Comuni 236
Regioni confinanti AbruzzoEmilia-Romagna,LazioToscanaUmbria
Altre informazioni
Lingue italiano
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-57
CodiceISTAT 11
Nome abitanti marchigiani
PIL (PPA) 32.321,8 mln 
PIL procapite (PPA) 25.640 [3]
Inno Inno delle Marche
Cartografia

Marche – Localizzazione

Mappa della regione con le sue province
Mappa della regione con le sue province
Sito istituzionale

Le Marche sono una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia Centrale di 1 545 098 abitanti[2], con capoluogo Ancona affacciata verso est sul Mar Adriatico. L'Appennino umbro-marchigiano segna ad ovest il confine con la Toscana, l'Umbria e il Lazio; a nord la regione confina con l'Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino, a sud con l'Abruzzo.

Le Marche sono caratterizzate da una vocazione alla pluralità; lo stesso plurale del nome ne sancisce l'unità fondamentale pur nella ricchezza di aspetti locali: la vocazione all'autonomia di ogni zona è paradossalmente il fattore maggiormente unificante[4]. In effetti, la regione si distingue per una forte omogeneità: il paesaggio agrario caratterizzato da piccoli appezzamenti delimitati da querce, derivato dalla mezzadria[5], il carattere laborioso, temperato e riservato degli abitanti[6], la dimensione urbana di ogni sia pur piccolo centro abitato, una storia di autonomie parallele, una singolare ricchezza di artisti e studiosi celebri, un modello economico-imprenditoriale (il "modello marchigiano") tipico ed esemplare.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Zone altimetriche d'Italia.
Le Marche per zone altimetriche

Le Marche sono collocate sul versante del medio Adriatico e occupano circa 9.365,86 km²[7]di territorio italiano, che si estende tra il fiume Conca a nord e il Tronto a sud; a ovest la regione è limitata dall'Appennino umbro-marchigiano. Essa presenta una forma caratteristica di pentagono irregolare e si sviluppa perlopiù longitudinalmente da nord-ovest a sud-est.

Colline e montagne[modifica | modifica wikitesto]

Le pianure, non rilevabili percentualmente, sono limitate ad una stretta fascia costiera e alla parte delle valli più vicine alla foce dei fiumi. Il territorio marchigiano è dunque interamente collinare e montuoso. In particolare, le Marche sono una delle regioni più collinari d'Italia: le colline comprendono il 69% del territorio (6.462,90 km²) e ben l'82% dei comuni si trova nella fascia collinare[8].

Cecco d'Ascoli, il noto poeta e studioso medievale, rivolgendosi alle Marche, non a caso disse, rivolgendosi alle Marche:

« O bel paese con li dolci colli... »
(Cecco d'Ascoli, L'Acerba)
Cingoli BalconeDelleMarche.jpg
Panorama delle colline marchigiane da Cingoli, il balcone delle Marche; sullo sfondo il Mar Adriatico ed il Monte Conero

Il restante 31% (2.902,96 km²) del territorio è dunque montuoso[9][10]. L'Appennino che attraversa le Marche è chiamato umbro-marchigiano, e comprende cinque pieghe, incurvate e parallele, con la convessità diretta verso la costa. La piega occidentale si estende interamente in Umbria, le altre quattro interessano invece il territorio regionale e sono descritte di seguito, da ovest verso est[11].

Le quattro pieghe marchigiane dell'Appennino
I Monti Sibillini visti da Fermo
Monte Catria visto da Arcevia
Costa alta del San Bartolo: Gabicce.
Promontorio del Conero: scogli delle Due Sorelle.

La piega centrale dell'Appennino umbro-marchigiano è quella che fa da confine con l'Umbria e che si estende a sud della Bocca Trabaria. Da nord a sud essa comprende i seguenti monti alti più di 1.500 metri: Monte NeroneMonte CatriaMonte CuccoMonte Pennino, Monte Fema. Tra il Nerone e il Catria si estende la Serra di Burano. Oltre alla già citata Bocca Trabaria, i passi più notevoli sono quelli di Bocca Serrioladella Scheggia, il Valico di Fossato e il Passo di Colfiorito. La maggior parte dei fiumi della regione nasce da questa piega.

La piega orientale si estende dalla Gola del Furlo a quella di Arquata, per poi continuare per un breve tratto in territorio prima laziale e poi abruzzese, sino al passo di Montereale. Comprende, da nord a sud, Monte Paganuccio, Monte San Vicino, Monte Letegge e la quinta maestosa dei Monti Sibillini, con il Monte Vettore (2478 m), il massimo rilievo regionale, e numerose altre montagne che superano i 2.000 m. Questa piega è contraddistinta da numerose gole, che i fiumi nati più ad occidente devono attraversare per giungere al mare. I passi più noti sono Passo CattivoForca di Presta e Forca Canapine. Nelle prime due pieghe si trovano importanti complessi carsici, tra cui le notissime Grotte di Frasassi.

La terza, breve piega ha una forma ellissoidale ed è compresa tra le valli del Musone e del Potenza. Su di essa sorge Cingoli, a 631 m s.l.m.; la cittadina è circondata da colline più basse e domina quasi tutto il territorio marchigiano, meritandosi l'appellativo di "balcone delle Marche". La massima elevazione di questa piega è quella del Monte Acuto (824 m)[12].

L'ultima piega arriva a lambire il mare ed è costituita dal promontorio del Monte Conero (o Monte d'Ancona), che si protende verso est con le sue alte rupi, a metà della costa adriatica, tra Ancona e Numana. Anche questa piega, come la precedente, ha forma ellissoidale; inoltre ha il versante marittimo molto più ripido rispetto a quello interno.

A nord del passo di Bocca Trabaria[13] c'è un limitato, ma importante, settore appartenente all'Appennino tosco-emiliano, con il Monte Carpegna, di 1415 m. È marchigiana anche la porzione più settentrionale dei Monti della Laga, che si estende a sud di Arquata del Trontoe dove svetta il Monte Macera della Morte, di 2073 m.

I monti più alti

Il massiccio montuoso più elevato della regione, e tra i primi quattro dell'intero Appennino, è quello dei pittoreschi Monti Sibillini, situato a cavallo delle province di FermoAscoli Piceno e Macerata; si ambientano qui suggestive e antiche leggende, come quella di Guerin Meschino, della Grotta della Sibilla e del Lago di Pilato.

Qui si erge il già ricordato Monte Vettore (2476 m), il più alto della regione, e numerose altre montagne che superano i 2000 metri[14]:

Al di fuori del gruppo dei Sibillini si ricordano[11][15]:

Coste[modifica | modifica wikitesto]

Il litorale, lungo 173 km,[16] ha un andamento rettilineo, con lunghe spiagge sabbiose o ghiaiose.

La costa bassa è interrotta però a metà dal promontorio del Conero, che divide la costa marchigiana in due tratti con andamento diverso: quello settentrionale è orientato da nord-ovest a sud-est, il meridionale da nord-nord-ovest a sud-sud-est. Monte Conero, il nucleo del promontorio, dà origine ad alte e spettacolari falesie calcaree e rappresenta il punto più alto della costa marchigiana e dell'intero litorale adriatico, con rupi alte più di 500 m a picco sul mare[17]. Il Conero protegge a nord il Golfo di Ancona, nella cui parte più interna è situato ilporto di Ancona.

Altro tratto di costa alta è quello del Monte San Bartolo, nei pressi di Pesaro; il colle dell'Ardizio, invece, a sud di Pesaro, pur essendo vicinissimo al mare, non lo tocca. Altro breve tratto di costa alta si trova nei pressi di Grottammare;

Secondo il Ministero della Salute, il 98,2% della costa è balneabile.[18]

Fiumi e gole montane[modifica | modifica wikitesto]

Gola del Furlo

I fiumi hanno carattere torrentizio e sono tipicamente paralleli tra loro, formando quella struttura di valli che spesso è chiamata "a pettine"[19]. Raramente i fiumi marchigiani sono affluenti di altri corsi d'acqua maggiori. Altra importante caratteristica è il fatto che essi nascono quasi tutti nella catena appenninica che fa da confine con l'Umbria e che dunque, per giungere al mare, attraversano la catena orientale formando gole pittoresche come quelle del Furlo, di Frasassidella Rossa, di Pioracodell'Infernaccio, delle Fucicchie e di Arquata[20].

È marchigiana l'alta valle del fiume Nera, affluente del Tevere e dunque appartenente al versante tirrenico, mentre tutti gli altri fiumi ricadono nel versante adriatico[21].

Non sono grandi le differenze di lunghezza tra un fiume marchigiano e l'altro: il più lungo è il Metauro (121 km), seguito dal Tronto (115 km), dal Potenza (95 km), dal Chienti (91 km) e dall'Esino (85 km).

Il centro di alcune città è attraversato dal corso di fiumi: nei pressi della foce del fiume Foglia sorge Pesaro; il fiume Misa, prima di giungere al mare, attraversa Senigallia; il centro di Ascoli Piceno è circondato da due corsi d'acqua, il Tronto e il Castellano, che ivi confluiscono. Alcune foci di fiumi sono state utilizzate per ricavare dei porti canale, come nei casi di PesaroFano e Senigallia.

Il lago di Pilato a fine maggio.

Laghi[modifica | modifica wikitesto]

Nelle Marche non ci sono grandi laghi naturali. Nonostante la loro piccola estensione, sono molto interessanti dal punto di vista paesaggistico e naturalistico i due laghi di Portonovocostieri, e il Lago di Pilatoglaciale, posto a 1.941 m di altezza.

Confini geografici ed amministrativi[modifica | modifica wikitesto]

A nord le Marche confinano con l'Emilia-Romagna (provincia di Rimini) e la Repubblica di San Marino; ad ovest con la Toscana (provincia di Arezzo), l'Umbria (provincia di Perugia) e il Lazio (provincia di Rieti); a sud con l'Abruzzo (provincia di Teramo) e ad est con il Mar Adriatico.

Si può adottare come confine fisico delle Marche la linea che:

  • segue lo spartiacque tra Tirreno ed Adriatico (ad ovest),
  • segue la costa adriatica dal promontorio del San Bartolo alla foce del Tronto (ad est)
  • delimita il bacino del fiume Conca dalla sorgente fino a Sassofeltrio e poi quello del fiume Foglia (a nord).
  • delimita il bacino del Tronto (a sud).
Monte Grimano Terme, che nel referendum 2008 ha respinto l'aggregazione all'Emilia Romagna
Mercatino Conca, che nel referendum del 2008 ha respinto l'aggregazione all'Emilia Romagna

Con questo criterio la regione amministrativa coincide in genere con quella geografica; esistono però alcune eccezioni, elencate di seguito.

Fino al 2009 erano marchigiani, in quanto già parte del Ducato di Urbino, sette comuni interamente compresi nella Valmarecchia, che in quell'anno furono annessi all'Emilia-Romagna in seguito a referendum; due comuni hanno invece respinto, sempre tramite referendum, l'aggregazione all'Emilia-Romagna[22].

Sismicità[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è soggetto a terremoti: infatti, il 97,3% della regione, pari a 230 comuni,[23] è stato classificato a rischio medio o alto.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Ancona Falconara e Stazione meteorologica di Frontone.

Nella zona litoranea a nord di Ancona il clima è subcontinentale con sbalzi di temperatura da stagione a stagione: estati calde, ma rinfrescate dalla benevola brezza marina, e inverni freddi (a Pesaro la temperatura media di gennaio è di 3,8 °C) con regolari piogge di stagione. A sud di Ancona la subcontinentalità si attenua per lasciare posto a un clima sublitoraneo che assume caratteri più spiccatamente mediterranei nella Riviera delle Palme (a Grottammare la temperatura media di gennaio è di 7,6 °C).[24] Nelle zone montuose vi sono estati fresche e inverni rigidi con ampia possibilità di neve; l'inverno risulta altresì rigido nelle zone collinari interne dove si possono verificare basse temperature. Infatti le Marche sono state una delle regioni italiane più colpite durante la nevicata del 2012.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia delle Marche e Variazioni territoriali e amministrative delle Marche.
Civiltà picena

Le Marche vissero un periodo di unità culturale nell'Età del ferro, quando furono abitate per la quasi totale interezza dai Piceni, con gli importanti centri di Novilara (nei pressi diPesaro), AnconaBelmonte Piceno e Ascoli Piceno.

Invasione gallica e fondazione greca di Ancona

Nel IV secolo a.C., l'area settentrionale, fino al fiume Esino, venne invasa dai Galli Senoni, mentre i Greci di Siracusa fondarono la colonia di Ancona. La regione visse allora un periodo di dualità culturale ma anche sociale ed economica, ancor oggi rintracciabile nei dialetti locali.

Periodo romano

Dopo la battaglia del Sentino, nel 295 a.C., i Galli vennero sconfitti da una coalizione tra Romani e Piceni. Quando gli alleati romani divennero troppo invadenti, con la fondazione di colonie in territorio piceno (la più importante Firmum Picenum, odierna Fermo), i Piceni si ribellarono dando vita ad una Guerra sociale con la quale sconfissero i romani. Due importanti strade collegavano le Marche a Roma: la Flaminia, che arrivava a Fano, e la Salaria, che arrivava a Porto d'Ascoli. Inoltre durante il periodo imperiale, Ancona venne scelta da Traiano come porto di Roma verso oriente, come testimonia anche l'iscrizione dell'arco di Traiano di Ancona, nella quale il capoluogo marchigiano è chiamatoaccessum Italiae, cioè "ingresso d'Italia".

Come tutti i territori delle moderne regioni italiane, anche quello marchigiano ebbe nel periodo romano diverse variazioni amministrative. Sotto l'impero di Augusto il sud della regione faceva parte della Regio V, detta Picenum, mentre la parte nord, detta Ager gallicus picenus, era compresa nella Regio VI, che comprendeva anche i territori orientali dell'attuale Umbria. Con la riorganizzazione amministrativa di Diocleziano, tutto il territorio delle attuali Marche era riunito nella Flaminia et Picenum, che comprendeva anche laRomagna. Questa provincia venne suddivisa sotto l'impero di Teodosio I in due circoscrizioni: le Marche settentrionali, dette Picenum Annonarium, formarono con la Romagna laFlaminia et Picenum Annonarium, mentre il sud della regione costituì il Picenum Suburbicarium[25]. Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, le Marche, dopo aver fatto parte del regno di Odoacre, entrarono nell'orbita dell'Impero Romano d'Oriente come il resto d'Italia, mentre il vecchio nome "Piceno" si perde.

Alto Medioevo

Nel Medioevo, in seguito all'invasione dei Longobardi, il territorio regionale si ritrovò spezzato: da una parte le città costiere del nord della regione fino ad Ancona costituirono laPentapoli, sotto la giurisdizione dell'Impero Romano d'Oriente, mentre il sud delle regione e la parte nord dell'Abruzzo (odierne province di Macerata, Fermo, Ascoli, Teramo e Pescara) furono conquistati dai Longobardi che istituirono la Marca fermana, la quale confinava ad ovest con il Ducato di Spoleto e a sud con il Ducato di Benevento, anch'essi di istituzione longobarda. La presenza dei Longobardi ha lasciato notevoli vestigia, come ad esempio la necropoli a Castel Trosino sulla via Salaria.

Successivamente l'intero territorio regionale viene unificato e prende il nome di Marca di Ancona (chiamata anche Marca Guarnierii), indicata sulle antiche carte con il nome diMarca Anconitana olim Picenum. Il termine marca, o meglio "marka", introdotto dai Longobardi, deriva dal germanico e significa "territori di confine" del Sacro Romano Impero. Il governatore inizialmente aveva sede ad Ancona, poi, quando questa città si svincolò dal controllo dello Stato della Chiesa, si spostò a Fermo che era la seconda città della regione per importanza politica.

Età comunale

Si ha un quadro molto chiaro della situazione regionale nel XIV secolo grazie alle Costituzioni egidiane, che servono ad identificare i confini della Marca, in pratica coincidenti con quelli attuali; si elencano anche le cinque città maggiori (Urbino, Ancona, Camerino, Fermo, Ascoli) e le città grandi (tra cui Pesaro, Fano, Fabriano, Jesi, Recanati, Macerata).[26]

In epoca comunale fiorirono i comuni di PesaroFanoAnconaJesiFermo e Ascoli Piceno. In particolare la Repubblica di Ancona ebbe momenti di splendore artistico e culturale grazie ai suoi rapporti marittimi con l'Oriente; è infatti una delle repubbliche marinare[27][28] il cui stemma non compare nella bandiera della marina militare.

Rinascimento

Durante il Rinascimento il Ducato di Urbino fu celebre in tutta Europa, un vero e proprio faro dell'arte e della cultura italiana. Altre città sede di signorie importanti economicamente e culturalmente sono state CamerinoFanoPesaroSenigalliaFabriano e San Severino Marche. Ancona mantenne invece il suo regime repubblicano, come le altre città marinare italiane.

Periodo pontificio

Tra la metà del Cinquecento e i primi decenni del Seicento le città marchigiane entrarono nello Stato della Chiesa, che, come tutti gli stati regionali italiani, annullò le entità politiche più piccole. Seguì un periodo di recessione, condiviso da gran parte d'Italia, rischiarato solo dal pontificato di Clemente XII che nel Settecento tracciò la strada oggi dettaVallesina e diede respiro all'economia regionale dichiarando Ancona porto franco.

Scorcio del Monumento Nazionale delle Marche, celebrante la battaglia di Castelfidardo
Evo contemporaneo

Con l'arrivo delle truppe francesi, le Marche si diedero ordinamento repubblicano costituendosi in Repubblica Anconitana, poi assorbita dalla Repubblica Romana. Durante il periodo risorgimentale le Marche parteciparono alle lotte per l'unificazione con i moti di Macerata e con l'eroica resistenza di Ancona durante l'assedio austriaco del 1849, in contemporanea con Roma e Venezia. La battaglia finale dell'unificazione italiana si combatté nelle Marche: celebre è la battaglia di Castelfidardo, che permise l'unione dei territori conquistati daGaribaldi al sud con quelli acquisiti da Vittorio Emanuele II al nord.

Nella storia più recente si ricorda la Settimana rossa, la Rivolta dei Bersaglieri, e la partecipazione alla Resistenza, tra le più massicce e popolari d'Italia.


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