Latina




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Latina
comune
Latina – Stemma Latina – Bandiera
   
Latina – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Latina-Stemma.png Latina
Amministrazione
Sindaco Giacomo Barbato (commissario prefettizio) dall'11/06/2015
Data di istituzione 30 giugno 1932 (comeLittoria)
Territorio
Coordinate 41°28′03.35″N12°54′13.32″ECoordinate41°28′03.35″N 12°54′13.32″E (Mappa)
Altitudine 21 m s.l.m.
Superficie 277,62 km²
Abitanti 125 815[1] (31-5-2015)
Densità 453,19 ab./km²
Frazioni Elenco
Comuni confinanti ApriliaCisterna di Latina,Nettuno (RM), Pontinia,SabaudiaSermonetaSezze
Altre informazioni
Cod. postale 04100, 04013, 04010
Prefisso 0773
Fuso orario UTC+1
CodiceISTAT 059011
Cod. catastale E472
Targa LT
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 220 GG[2]
Nome abitanti latinensi (littoriani fino al1946)
Patrono san Marco evangelistasanta Maria Goretti
Giorno festivo 25 aprile, 6 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Latina
Latina
Posizione del comune di Latina nell'omonima provincia
Posizione del comune di Latina nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Latina è un comune italiano di 125 815 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia nel Lazio.

Fondata col nome di Littoria durante il ventennio fascista il 30 giugno 1932[3], è una delle più giovani città d'Italia: assunse la denominazione attuale nel 1946. È la seconda città del Lazio per numero di abitanti[1], preceduta soltanto da Roma.

 

 

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Latina sorge nel cuore dell'Agro Pontino, in un territorio in larga parte pianeggiante. Il centro della città si trova a pochi chilometri (circa sette) dal mar Tirreno percorrendo via del Lido sino a Latina-Lido, la zona mare della città, con il suo lungomare e le spiagge di Capoportiere, Foce Verde e Rio Martino, raggiungibili anche tramite una moderna pista ciclabile, e a circa 15/20 km. dai rilievi montuosi dei monti Lepini.

Il suo territorio comunale, fra i più vasti del Lazio, comprende anche numerosi "borghi di fondazione", centri agricoli creati durante labonifica delle paludi, spesso a partire da nuclei preesistenti, che anticamente lo ricoprivano (Borgo Sabotino; Borgo Isonzo; Borgo San Michele; Borgo Faiti; Borgo Grappa; Borgo Carso; Borgo Podgora; Borgo Bainsizza; Borgo Santa Maria; Borgo Le Ferriere; Borgo Piave; Borgo Montello; Borgo Vodice; Borgo Hermada; Borgo Montenero).

Una parte del suo territorio fa parte delle aree tutelate del Parco Nazionale del Circeo, dove si trova anche il lago di Fogliano, di cui costituisce l'estremo lembo settentrionale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Latina rientra nella fascia del clima temperato caldo mediterraneo a siccità estiva (Csa). Sebbene Latina segua il tipico andamento mediterraneo, la protezione ai rigori invernali offerta dalla catena dei monti Lepini, la posizione pianeggiante e la vicinanza del mar Tirreno (6 km) garantiscono alla città un clima sorprendentemente mite.

Le stagioni intermedie sono le più gradevoli, con l'autunno più caldo della primavera e piogge abbastanza frequenti, anche a sfondo temporalesco. L'estate è molto calda, tendenzialmente siccitosa, con sensazione di disagio acuita dall'alto tasso di umidità, tipico delle zone di pianura non lontane dal mare. Nell'ultimo decennio, a causa della frequente comparsa dell'anticiclone africano, la città ha più volte superato i 40°C con sensazione di disagio sia diurna che notturna. La calura estiva è talvolta interrotta da veloci temporali che sconfinano dai vicini monti Lepini benché, negli ultimi anni, sia evidente una diminuzione degli stessi. L'inverno è caratterizzato da lunghe fasi miti e piovose con temperature mai inferiori a 5°C, interrotte da veloci picchi di freddo senza che si raggiungano, tuttavia, temperature eccessivamente basse. E' comunque abbastanza raro raggiungere o scendere al di sotto degli 0°C.

Nonostante le precipitazioni seguano un andamento leggermente irregolare, i periodi di siccità sono generalmente brevi e limitati ai mesi estivi. Per essere ubicata in pianura la città sperimenta una piovosità elevata, superiore ai 1000 mm annui. La nevosità segue il classico andamento del versante tirrenico italiano, con accumuli pressoché nulli. La protezione della catena dei monti Lepini unita alla vicinanza del mare rendono Latina, insieme a Caserta, una delle città meno nevose d'Europa. Le uniche sporadiche nevicate, perlopiù senza accumulo, sono affidate all’azione di masse d’aria gelida e instabile provenienti da nord-ovest le quali, tuttavia, non sempre risultano sufficienti a far cadere la neve. L'ultima breve nevicata risale al 17 dicembre 2010, quando bambini e anziani si sono riversati in strada fotografando e filmando l'insolito l'evento.

Latina Centro[4] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. media (°C) 12,6 13,2 15,6 18,5 22,5 26,6 29,5 29,4 26,5 22,3 17,2 14,1 13,3 18,9 28,5 22,0 20,7
T. min. media (°C) 4,8 5,2 6,8 9,3 12,6 16,6 18,7 19,0 16,8 12,8 9,3 6,4 5,5 9,6 18,1 13,0 11,5
Precipitazioni (mm) 105,0 89,0 98,0 84,0 76,0 49,0 22,0 36,0 77,0 120,0 118,0 109,0 303,0 258,0 107,0 315,0 983,0
Umidità relativa media (%) 79 78 78 77 76 71 70 69 73 77 79 79 78,7 77 70 76,3 75,5

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima della fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Agro pontino.

Prima della bonifica dell'Agro Pontino, il suo territorio era occupato da vaste e malsane paludi, luogo di riproduzione della famigerata zanzara anofele, che diffondeva la malarianei pochi abitanti. Le prime popolazioni antiche che abitarono il territorio di Latina furono i Latini (popolo che dà il nome al Lazio, Latium, e alla stessa lingua dei romani), da cui deriva l'attuale nome della città, che vi fondarono Satricum, ai confini con l'attuale comune di Nettuno, e altre città della lega latina i cui resti oggi si trovano nella parte nord della provincia.

In seguito i Romani costruirono la Via Appia, su cui sorsero diversi centri tra cui Tripontium (odierna Tor Tre Ponti) e Forum Appii (odierna Borgo Faiti), citato negli Atti degli Apostoli

Successivamente con le invasioni barbariche e gli attacchi dei Saraceni, le opere di bonifica create dai Romani furono distrutte, e la palude tornò ad invadere anche quei territori che si era riusciti a strappare all'acqua.

Nei secoli successivi, da parte dei diversi Papi, si segnaleranno tentativi di bonifica, quasi tutti destinati al fallimento. In questi anni, Latina è un immenso latifondo della famigliaCaetani e tale resterà fino agli anni trenta.

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Piazza del Quadrato oggi
Inaugurazione della città, 1932.

Negli iniziali progetti di bonifica, il fascismo aveva previsto per l'Agro pontino uno sviluppo esclusivamente rurale, senza la nascita di nuovi centri urbani di notevoli dimensioni. Presto però il commissario governativo per la bonifica,Valentino Orsolini Cencelli, si rese conto che i preesistenti comuni di CisternaTerracina erano insufficienti a coprire le esigenze dei pionieri. Il progetto di un nuovo centro amministrativo puntò quindi sulla località del Cancello del Quadrato dove sorgevano già piccoli insediamenti. La prima pietra della nuova città, il cui progetto era curato secondo i canoni dell'architettura razionalista[senza fonte] da Oriolo Frezzotti, venne posta il 30 giugno del 1932, nel totale silenzio dei giornali italiani come aveva disposto lo stesso Mussolini, fortemente contrario al progetto.

Cisterna, coloni in arrivo dal nord Italia 1934

La stampa estera, al contrario, esaltò la costruzione di Littoria dedicando ad essa ampi articoli. Mussolini cambiò idea e il 18 dicembre dello stesso anno, partecipò alla solenne cerimonia d'inaugurazione. La nascita della nuova città fece il giro del mondo.

Il territorio comunale fu creato ricavandolo in larga parte da quello dell'attuale Cisterna di Latina (all'epoca Cisterna di Roma, poi dal 1935Cisterna di Littoria), ma anche dai comuni di Nettuno e Sezze. Fu eretta a capoluogo della neonata provincia nel 1934.

Stemma comunale di Littoria, 1932.

La propaganda fascista sfruttò l'opera della bonifica e la inserì all'interno della battaglia del grano, per combattere la crisi economica successiva all'autarchia. Mussolini si recava spesso nelle ex paludi e sono note le immagini propagandistiche di Mussolini che si mostra intento a lavorare il grano a torso nudo, insieme ai coloni.

Il comune di Littoria fu popolato con l'immigrazione massiccia di coloni soprattutto venetifriulaniemiliani eromagnoli, oggi denominati nell'insieme comunità venetopontine, ai quali furono consegnati i poderi edificati dall'Opera Nazionale Combattenti, similmente a quanto operato nei limitrofi comuni della pianura.

Gli anni del boom economico[modifica | modifica wikitesto]

Fra il gennaio e il maggio del 1944, la città fu gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e il territorio circostante fu coinvolto prima nello Sbarco di Anzio e poi nella Battaglia di Cisterna, eventi importanti che portarono alla liberazione di Roma da parte degli alleati.

Nel 1946, mutò il suo nome in Latina segnando esplicitamente così un distacco con la dittatura. Il nuovo toponimo fu deciso assumendo quello antico del territorio che la circonda ossia il Latium Novum.

Inserita, insieme alla provincia, nelle aree tutelate dalla Cassa del Mezzogiorno, conobbe negli anni sessanta e negli anni settanta una straordinaria crescita economica e demografica trasformandosi nel giro di pochi anni da centro rurale in una città industriale.

Negli anni cinquanta a Borgo Sabotino fu costruita una centrale nucleare all'avanguardia fortemente voluta da Enrico Mattei. La centrale fu chiusa dopo i referendum del 1987 e oggi è in via di smantellamento.

Nel dopoguerra, Latina diventò un feudo elettorale della Democrazia Cristiana in particolare della corrente andreottiana fino al 1993, quando spezzoni della stessa Democrazia Cristiana diedero luogo ad un'inedita amministrazione insieme ai partiti della sinistra: l'esito di tale iniziativa politica fu lo scioglimento del consiglio comunale, per cui il comune fu commissariato e tornò al voto nel novembre del medesimo 1993, quando vinse a sorpresa il candidato del Movimento Sociale ItalianoAjmone Finestra, ex repubblichino condannato a morte dallo Stato Italiano per i crimini da lui commessi nel periodo 1943-45 e poi amnistiato[5].

Palazzo "M", caratteristico edificio di epoca fascista, chiaro omaggio aMussolini

La crisi industriale[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni novanta la città ha conosciuto insieme a tutto l'Agro pontino una profonda crisi economica, dovuta all'abolizione dellaCassa del Mezzogiorno e alla conseguente chiusura di molte fabbriche.

Nelle statistiche ufficiali sulla qualità della vita, la città è precipitata, divenendo tra le peggiori dell'Italia centrale.

Contemporaneamente alla crisi, Latina ha conosciuto una sempre più impetuosa infiltrazione dellacriminalità organizzata e in particolare della camorra, fenomeno questo comune all'intero Lazio (la cosiddetta quinta mafia). Secondo le rivelazioni dei pentiti, le prime infiltrazioni risalgono ai primi anni novanta, con i traffici illeciti intorno alla discarica di Borgo Montello (cui andrebbe collegato l'omicidio del parroco del borgo don Cesare Boschin) e successivamente avrebbe puntato sul settore dell'edilizia (con uno sviluppo impetuoso di nuove cementificazioni del territorio) delcommercio, della ristorazione e dello sfruttamento della manodopera agricola, in particolare di quella di origine extracomunitaria. Le indagini della magistratura hanno evidenziato anche infiltrazioni nella politica locale.

Il rilancio dell'economia locale sta passando attraverso lo sviluppo dell'agricoltura specializzata, del terziario, del turismo. Sempre più diffuso il fenomeno del pendolarismo verso la Capitale, per cui molti restano residenti in città pur trovando lavoro a Roma.

Nel 2011 per la prima volta una personalità nata a Latina, Corrado Clini, viene nominata Ministro della Repubblica.


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