Parma

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Parma
comune
Parma – Stemma Parma – Bandiera
Parma – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Federico Pizzarotti (M5S) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 44°48′00″N 10°20′00″ECoordinate44°48′00″N 10°20′00″E (Mappa)
Altitudine 57 m s.l.m.
Superficie 260,6 km²
Abitanti 191 010[2] (30-04-2015)
Densità 732,96 ab./km²
Frazioni (Vedi sezione)
Comuni confinanti CollecchioFelino,FontanellatoFontevivo,Gattatico (RE), Langhirano,Lesignano de' Bagni,MezzaniMontechiarugolo,NocetoSala Baganza,Sissa TrecasaliSorbolo,TorrileTraversetolo,Sant'Ilario d'Enza (RE)
Altre informazioni
Cod. postale da 43121 a 43126
Prefisso 0521
Fuso orario UTC+1
CodiceISTAT 034027
Cod. catastale G337
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 502 GG[3]
Nome abitanti parmigiani
Patrono Sant'Ilario di Poitiers[1]
Giorno festivo 13 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Parma
Parma
Posizione del comune di Parma nell'omonima provincia
Posizione del comune di Parma nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Parma (Pärma in dialetto parmigiano[4]) è una città italiana di 191.010 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia in Emilia-Romagna.

Antica capitale del ducato di Parma e Piacenza (1545-1859), la città di Parma è sede universitaria dall'XI secolo[5]. Dal 2002 è sede dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), dal 1990 dell'Autorità di bacino del fiume Po (AdbPo) dal 1956 del Magistrato per il Po, diventata poi Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO). Dal 1994 vi ha sede un Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) dei Carabinieri, che si occupa delle indagini tecnico - scientifiche con competenza sull'Italia Settentrionale. A Parma sono presenti importanti istituti bancari quali la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza meglio nota come Cariparma e laBanca Monte Parma.

Nel 2014 è stata inserita dal quotidiano inglese The Telegraph al 4º posto come miglior luogo al mondo in cui risiedere per qualità della vita.[6]

Indice

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Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

« Come capitale le competeva un fiume, a Parma, ma siccome è una piccola capitale le è toccato un torrente, spesso asciutto. »
(Attilio Bertolucci)

Situata nel Nord Italia, nella parte occidentale dell'Emilia, tra gli Appennini e la Pianura Padana, la città è divisa in due dal torrente Parma, affluente del Po che, appena prima di entrare nel cuore del centro storico, riceve le acque dell'affluente Baganza. La Parma è un torrente, quindi un corso d'acqua a regime mutevole, che alterna le piene tumultuose della stagione invernale, quando prende il nome di Parma voladora, alle desolate secche estive.

All'inizio dell'Ottocento lo stesso letto del torrente fu ristretto entro alte mura, il "lungoparma" appunto, che consegnano alla città un profilo continuo.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Per mettere in sicurezza il territorio di Parma dai rischi idrogeologici di una piena del torrente Parma, nel 2005 è stato creato un bacino di raccolta, pochi chilometri a sud del centro urbano. L'invaso può arrivare a contenere dodici milioni di metri cubi d'acqua: si tratta del bacino più grande della regione, diventandone effettivamente il terzo lago per estensione. È costituito da una barriera lunga oltre 260 metri e alta 24.[7] Il territorio comunale è interamente pianeggiante e due corsi d'acqua ne delimitano parte dei confini, ad ovest il fiume Taro e ad est il fiume Enza, che marca anche la separazione dalla vicina provincia di Reggio Emilia. Le prime propaggini dell'Appennino Parmense si trovano circa a 15 chilometri in direzione sud, al di fuori del territorio comunale, nei comuni limitrofi di TraversetoloLesignano de' BagniLanghiranoFelinoSala Baganza e Collecchio.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Parma Aeroporto e Stazione meteorologica di Parma Università.

Il clima di Parma è tipicamente continentale: le estati sono calde e afose con temperature diurne di circa 30 °C (il 6 agosto 2003 è stato stabilito il nuovo record dal 1878 come giornata più calda in assoluto; la temperatura massima è stata di 39,3 °C),[8][9] punteggiate da temporali anche forti sulla bassa pianura. Gli inverni sono rigidi con temperature minime spesso al di sotto dello zero (il record fu raggiunto il 10 gennaio 1985 quando la temperatura scese a -25 °C in centro città, quando nelle campagne circostanti si registrò -33 C*). Nell'inverno del 2011 si registrarono -24 C*[8][10][11] frequenti nevicate sull'Appennino. Sul settore pianeggiante cadono mediamente ogni inverno circa 30 cm di neve. Inautunno è frequente il fenomeno della nebbia, specie a nord della Via Emilia e verso il fiume Po. Il mese più piovoso è ottobre con una media di 91 mm, il più secco è il mese diluglio con una media di 36 mm (medie mensili riferite al periodo 1961-1990).[12]

In base alla media trentennale 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +1,3 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di circa +24,4 °C. Leprecipitazioni medie annue si attestano a 777 mm, con minimi relativi in estate e in inverno, picco massimo in autunno e massimo secondario in primavera. L'eliofania assoluta media annua fa registrare il dato medio di 6,4 ore giornaliere, con massimo di 10,2 ore medie giornaliere in luglio e minimo di 2,6 ore medie giornaliere in dicembre.[13]

PARMA UNIVERSITÀ
(1961-1990)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. media (°C) 4,1 7,5 13,2 18,0 22,8 27,3 30,1 29,3 24,8 17,8 10,3 5,4 5,7 18,0 28,9 17,6 17,6
T. min. media (°C) -1,5 0,4 4,5 8,3 12,5 16,3 18,6 18,2 15,0 10,1 4,8 0,4 -0,2 8,4 17,7 10,0 9,0
Precipitazioni (mm) 57 55 65 76 73 56 37 48 67 96 84 63 175 214 141 247 777
Giorni di pioggia 7 7 8 9 9 7 4 5 6 9 9 8 22 26 16 24 88
Eliofania assoluta (ore al giorno) 2,8 4,1 5,6 7,1 8,3 9,8 10,2 9,3 8,1 5,7 3,1 2,6 3,2 7,0 9,8 5,6 6,4

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Parma.
Le origini del nome

Grazie ad indagini archeologiche riacquista consistenza la tesi, sostenuta anche dal Prof. Pittau (autore di studi relativi a questioni di linguistica, filologia, filosofia del linguaggio), di una derivazione del toponimo dai nomi documentati di tribù etrusche «Parmeal», «Parmni» o «Parmnial» che risiedettero nell'attuale territorio. Da non escludere la possibile derivazione dalla voce latinaparma/parmae. Ai tempi della fondazione romana infatti, questo termine si utilizzava per designare lo scudo rotondo utilizzato dall'esercito romano e, forse, richiamava la forma del primo nucleo cittadino. Si osserva comunque che questo termine militare latino a sua volta era probabilmente di origine etrusca, in quanto etrusco era appunto lo scudo metallico rotondo.[15]

« Il nome di Parma, una città dove desideravo più andare da quando avevo letto La Certosa, mi appariva compatto, liscio, color malva e morbido, se mi si parlasse di una casa qualunque di Parma nella quale sarei stato ricevuto, mi si causava il piacere di pensare che abiterei una residenza liscia, compatta, color malva e morbida, che non aveva relazione con le residenze di nessun'altra città d'Italia. »
(Marcel ProustLa strada di Swann)

Per Giuseppe Vallardi, invece, nel suo libro Itinerario d'Italia, una tra le più famose guide italiane dell'Ottocento, il nome della città deriverebbe dell'omonimo fiume che l'attraversa. Nelle pagine descriventi la città si poteva leggere:

« Parma è fabbricata in un suolo fecondo, sul fiume che le dà il nome e la divide in due parti. »
Alessandro Farnese, in un dipinto diOtto Vaenius (ca. 1585). 3º Duca di Parma e figlio di Ottavio (nipote di papa Paolo III), fu considerato uno dei più grandi capitani del suo secolo.

L'età del Bronzo corrisponde all'occupazione da parte dell'uomo della pianura parmense nella quale sono state localizzate numerose terramare.

Per gli storici, e secondo una menzione di Tito Livio, Parma sarebbe stata una città etrusca, malgrado la scarsa influenza che questo popolo esercitava in Emilia occidentale.[16] Successivamente, verso il IV secolo a.C., la regione venne occupata da popolazioni celtiche, ed in particolare dal popolo dei Boi.

Con la progressiva conquista del Nord Italia da parte dei Romani, nel 183 a.C. Parma divenne una colonia romana e ad ognuna delle 2.000 famiglie installate vennero affidati lotti di terra in prossimità della via Emilia, dalla quale, a est della città, partiva un cardo della centuriazione che si insinuava lungo la valle del torrente Parma, dando origine alla Strada delle cento miglia che collegava Parma a Luni. Col trascorrere degli anni, la fedeltà dimostrata nei confronti dell'Impero valse alla città il titolo di Augusta Parmensis.

In tempi successivi, la crisi dell'Impero Romano causerà anche a Parma la perdita di una certa stabilità e floridezza economica fino al culmine di una decadenza demografica, che nel 377 obbligò l'imperatore Graziano a stabilire nella zona una tribù di barbari, i Taifali. Seguirono periodi di alternanza tra benessere e decadenza: ai saccheggi di Attila del452, si contrappose, dopo il 502, la rinascita ad opera di Teodorico; alle successive conseguenze drammatiche causate dalle guerre gotiche ci fu nuovamente il rifiorire durante il breve periodo bizantino (539-568), che valse a Parma l'appellativo di "Crisopoli" (Città d'oro).

Fu in seguito, con l'arrivo dei Longobardi nel 593, che Parma divenne per la prima volta un centro militare e amministrativo, la capitale di un ducato in cui risiedeva una delle figlie del re Agilulfo. I Franchi succedettero ai duchi lombardi e nell'879 Carlomanno accordò al vescovo Guibodo il potere temporale sulla città. Ai saccheggi provocati nelIX secolo dalle invasioni dei Magiari, seguì un periodo di pace e crescita demografica. In questa fase Parma continuò ad essere governata da una lunga serie di conti-vescovi fino al XII secolo, quando la città divenne un libero comune, amministrato da un podestà e da un capitano del popolo. Nel 1160 Federico Barbarossa sottomise i parmigiani obbligandoli a dichiarare fedeltà all'Impero, ma l'autorità imperiale verrà sconfitta nella battaglia di Legnano del 1174dalle città riunite nella Lega Lombarda (tra cui Parma). Nel 1183 la Pace di Costanza ristabilì l'autonomia cittadina.

Nella lunga contesa tra guelfi e ghibellini, che dominò la vita politica italiana dal XII al XIV secolo, Parma si schierò dapprima coi ghibellini, favorevoli all'Imperatore, e successivamente con i guelfi, dopo la battaglia di Borghetto del Taro (nei pressi dell'attuale Castelguelfo). Seguì un periodo di dominazione straniera: Parma fu sottoposta al dominio milanese dei Visconti dal 1346 al 1447, salvo un breve intermezzo, tra il 1404 ed il 1409, in cui il potere passa nelle mani di Ottobuono de' Terzi. Ai Visconti, succederanno gli Sforza ma anche le dominazioni francesi.

L'assedio di Parma (1247-1248)
La disfatta degli Svevi
Nel 1247 grazie alla momentanea assenza da Parma di Enzo, figlio dell'Imperatore Federico II di Svevia, i guelfi, vinti i partigiani ghibellini nella battaglia di Borghetto diNoceto, approfittarono per tornare al governo della città. L'Imperatore, furibondo, decise di rinviare l'assedio diLione dirigendosi su Parma alla testa di un vendicativo esercito e con il chiaro intento di distruggerla in maniera esemplare. A ovest della città, nel giugno del 1247, fece costruire in località Grola (identificata da alcuni con l'attuale frazione di Fognano) una città-accampamento cui diede il nome augurale di Vittoria, composta da case in muratura, una chiesa e una zecca. L'assedio fu durissimo per la popolazione parmigiana e per il contado già allo stremo delle forze. Approfittando dell'assenza dell'Imperatore, impegnato in una battuta di caccia nella valle del Taro, il 18 febbraio del 1248 le truppe parmensi seguite da tutti i cittadini uscirono dalle mura attaccando e distruggendo la città imperiale e le truppe assedianti. L'imperatore Federico II riuscì a stento a rifugiarsi, con pochi seguaci, nella vicina Borgo San Donnino. Tra le macerie nemiche i parmigiani trovarono e si impossessarono di un ambito trofeo, la corona imperiale, simbolo estremo del loro trionfo.

Nel 1521 l'esercito pontificio e spagnolo, dopo un assedio di tre giorni, sconfisse i francesi e la città fu conquistata. Nel1545 il papa Paolo III (nato Alessandro Farnese), creò il Ducato di Parma affidandolo al figlio illegittimo Pier Luigi Farnese e la famiglia farnesiana mantenne il governo ducale fino al 1731, facendo di Parma una piccola capitale italiana, ricca delle opere di grandi artisti quali il Correggio ed il Parmigianino.

Ai Farnese succedettero i Borbone con l'Infante di Spagna Carlo I, figlio di Elisabetta Farnese e di Filippo V di Spagna. La dinastia deiBorbone-Parma, che contribuì a rendere Parma un faro culturale in Europa, subì un'interruzione quando Napoleone Bonaparte annetté il ducato alla Francia, trasformandolo in semplice dipartimento (dipartimento del Taro).

Solo con l'abdicazione di Napoleone, avvenuta nel 1814, ed il successivo Congresso di Vienna, venne ristabilito il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, affidato temporaneamente agli AsburgoMaria Luigia d'Austria, sposa di Napoleone e figlia dell'imperatoreFrancesco I, divenne in questo modo la nuova duchessa della città e, malgrado gli episodi rivoluzionari del 1831 e 1847, conservò il potere fino alla sua morte, avvenuta nel 1847, senza però il potere di trasmettere il trono ad eredi. Nello stesso anno 1847 i Borbone-Parma tornano a governare il ducato, dapprima con Carlo II (1847-1849), al quale succedette il figlio, Carlo III (1849-1854), pugnalato a morte per strada il 26 marzo 1854 da un attentatore rimasto sconosciuto, e infine con Roberto I di Parma che, essendo troppo giovane per governare, ebbe la reggenza assicurata dalla madre Luisa Maria di Borbone-Francia. Roberto venne deposto nel 1859, ad undici anni, quando, allo scoppio della seconda guerra di indipendenza, la madre preferì fuggire nel Regno Lombardo-Veneto, in attesa dell'esito della guerra. Con l'Armistizio di Villafranca il Regno di Sardegna annetté il Ducato dopo un plebiscito celebrato nel 1860. Il ramo dei Borbone-Parma prospera tuttora e, dal 1964, i nipoti di Roberto sono Granduchi del Lussemburgo.

Nel 1922 la città di Parma si distinse per aver combattuto le milizie fasciste comandate da Italo Balbo erigendo barricate in numerosi quartieri della città. Il 23 aprile 1945 iniziò la ritirata delle truppe nazi-fasciste da Parma e il 24 aprile un gruppo di cittadini prese provvisoriamente in consegna il quotidiano locale La Gazzetta di Parma,[17] con lo scopo di cederlo alComitato di Liberazione Nazionale; infine, il 26 aprile, partigiani e truppe alleate fecero il loro ingresso in città. Per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale Parma è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione e insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare. Durante l'Assemblea Costituente ci fu il tentativo, da parte del sen. Giuseppe Micheli e di alcuni politici, di creare la regioneEmilia Lunense, avente come capoluogo Parma: la proposta dapprima venne approvata, ma in seguito venne sospesa con l'articolo Mortati.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Comune

Lo stemma del Comune è costituito da uno scudo con croce azzurra in campo oro, sormontata da corona ducale e contornata dal motto: Hostis turbetur quia Parmam virgo tuetur che significa "tremino i nemici perché la Vergine protegge Parma". La frase fu coniata in occasione della vittoria dei parmigiani nel 1248sulle truppe assedianti guidate dall'imperatore Federico II.

« Tutti i Parmigiani e tutti i cavalieri e i popolani armati e addestrati per il combattimento, sortirono da Parma, e le donne uscirono con loro; similmente i bambini e le bambine, gli adolescenti e le ragazze, i vecchi con i giovani (Salmi, 148,12); e con grande impeto scacciarono da Vittoria l'imperatore con tutti i suoi cavalieri e fanti. »
(Salimbene de AdamChronica, 1281-1288)

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