Albignasego

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Albignasego
comune
Albignasego – Stemma Albignasego – Bandiera
   
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Padova-Stemma.png Padova
Amministrazione
Sindaco Filippo Giacinti (Vice Sindaco reggente) (FI) dal 15/07/2015
Territorio
Coordinate 45°21′00″N 11°52′00″ECoordinate45°21′00″N 11°52′00″E (Mappa)
Altitudine 13 m s.l.m.
Superficie 21,16 km²
Abitanti 25 365[1] (1 gennaio 2015)
Densità 1 198,72 ab./km²
Frazioni Sant'Agostino, Carpanedo, Ferri (Santa Maria Annunziata), Lion, Mandriola,San Giacomo
Comuni confinanti Abano TermeCasalserugo,Maserà di PadovaPadova,Ponte San Nicolò
Altre informazioni
Cod. postale 35020
Prefisso 049
Fuso orario UTC+1
CodiceISTAT 028003
Cod. catastale A161
Targa PD
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 383 GG[2]
Nome abitanti albignaseghesi
Patrono san Tommaso apostolo
Giorno festivo 3 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Albignasego
Albignasego
Posizione del comune di Albignasego all'interno della provincia di Padova
Posizione del comune di Albignasego all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

Albignasego (Bignàsego in veneto[3]) è un comune italiano di 24.243 abitanti della provincia di Padova, in Veneto. È parte integrante dell'area metropolitana della città di Padova e risulta essere il secondo comune della provincia per popolazione, dopo ilcapoluogo. Con decreto del presidente della Repubblica del 29 ottobre 2012 Albignasego è diventata città.

 

 

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Albignasego è situata nella fertile area pianeggiante e ricca di corsi d'acqua a sud di Padova e a pochi chilometri dai colli Euganei.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Il toponimo "Albignasego" deriva dal nome latino di persona Albinius (Albino in italiano), che molto probabilmente fu proprietario terriero di queste terre, ed all'accostamento ad esso del suffisso - aticus che significa appartenenza, perciò il nome della cittadina significherebbe "appartenenza di Albino"[4].

Dalla Preistoria all'epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale risulta essere stato abitato fin dall'epoca preistorica. Reperti dell'Età del Bronzo sono stati rinvenuti agli inizi del XX secolo in località Mandriola ed attualmente sono conservati al Museo civico di Padova.

La presenza dei corsi d'acqua insieme alla fertilità del territorio garantirono fino all'epoca romana una continuità abitativa nel territorio albignaseghese.

Con l'arrivo delle legioni romane in Veneto la zona fu interessata dallacenturiazione e bonificata per permettere un migliore sfruttamento del suolo.

Tra il 49 a.C. e il 45 a.C. il territorio del comune entrò nella sfera amministrativa del municipio romano di Patavium (attuale Padova).

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il primo documento noto in cui si cita Albignasego è un diploma dell'imperatore Berengario I con il quale veniva ribadito il diritto di assegnazione delle decime di Villa Albignasega ai Canonici della Cattedrale di Padova.

Lo stesso toponimo appare in altri documenti dello stesso genere, mentre se ne ritrova uno diverso in una "stima" papale del 1297, dove viene citata la parrocchia cittadina come San Tommaso de Bignasico.

Gli Obizzi[modifica | modifica wikitesto]

Dal XV secolo Albignasego lega la sua storia alla famiglia degli Obizzi, casato originario di Lucca con discendenze in diverse città del centro-nord Italia, tra le quali anche Padova.

Le ville[modifica | modifica wikitesto]

Villa San Bonifacio (detta "Villa Mandriola")[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso architettonico, detto anche della Mandriola, posto nei pressi del terzo chilometro della Strada statale 16 Adriatica, fu costruito della famiglia veronese dei Conti di San Bonifacio nel XVI secolo. La villa fu fatta costruire nella zona attualmente conosciuta come Mandriola, ma detta in epoche storiche anche San Bonifacio, dalla nobile famiglia veronese dei San Bonifacio visto che la Famiglia dei Conti di San Bonifacio si divide allora in due rami, di cui l'uno rimane a Padova e l'altro torna a stabilirsi in Verona.

La facciata principale della villa risulta in parte mutila dell'originale frontone perso in seguito a una tromba d'aria che si è abbattuta negli anni settanta del secolo scorso sulla zona.

Inalterato, invece, risulta il monumentale Salone delle Feste o Sala da Ballo della Villa che occupa l'altezza dei due piani dell'edificio. Ha le pareti decorate da affreschi raffiguranti le fatiche di Ercole e il soffitto è decorato da un grande affresco di scuola "tiepolesca ", dai colori leggeri che raffigura Apollo e le Muse ed è attribuito a Gian Battista Canal. Di notevole interesse è la balaustra lignea che delimita il ballatoio che corre lungo tutto il perimetro della sala.

Rilevante l'annesso Parco romantico di circa cinque ettari, che circonda la villa, abbellito da viali intervallati da grandi statue settecentesche rappresentanti personaggi mitologici che conducono attraverso il grande bosco composto da una vasta quantità e varietà di piante secolari e monumentali altre che al laghetto.

Adiacente alla villa è presente un edificio risalente al XVI-XVII secolo, restaurato nel Settecento per le nozze di Ercole San Bonifaciocon Teresa degli Obizzi.

Infine, va citato l'annesso oratorio dedicato a San Jacopo (risalente al Seicento), che presenta un campanile a cuspide di tiporomanico a pigna. Questo oratorio aveva nome di Abbazia e fu la prima chiesa della comunità di "Mandriola".

Dentro la villa furono girate alcune scene del film L'ingenua di Gianfranco Baldanello con Ilona Staller (1975).

Villa Obizzi[modifica | modifica wikitesto]

La Villa Obizzi risale al XVII secolo, ed è accostata alla figura di Pio Enea II Obizzi. Essa sorge nel centro del paese ed è circondata da un giardino, il quale ora è diventato il "Parco della Rimembranza". La villa è adibita a sede di uffici comunali e alla biblioteca della cittadina. Numerosi i restauri, l'ultimo dei quali ha riportato la villa al suo antico splendore nel 2007.

Villa Salom[modifica | modifica wikitesto]

La villa, il cui nome completo è Villa Lion Salom Bragadin si trova nella frazione di Lion (unico centro storico presente nella città) ed è attorniata da un grazioso parco con un piccolo laghetto. Essa fu costruita sul finire del XVI secolo su mandato della famiglia veneziana dei Bragadin. Nei secoli successivi subì diverse ristrutturazioni da parte dei successivi proprietari, gli Obizzi ed i Salom: questi ultimi fecero costruire nel parco un piccolo castello costruito in stile "romantico-decadente". La gran parte della villa è posseduta dalla famiglia Michieli (che ospitano un celebre ristorante-prosciutteria), mentre la zona del castelletto ed delle cantine è posseduta dalla famiglia Gulisano.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

La vecchia chiesa parrocchiale di San Giovanni apostolo nella frazione di Mandriola.

Albignasego conta sei frazioni all'interno del suo territorio comunale:

  • Baraccon (o, dal nome della parrocchia, Sant'Agostino, 4.450 ab.)
  • Mandriola (2.700 ab.)
  • Ferri (o, dal nome della parrocchia, Santa Maria Annunziata, 2.740 ab.)
  • Lion (1.350 ab.)
  • San Giacomo (2.000 ab.) - Geograficamente situata a sud-est, è la frazione più giovane del Comune, diventando autonoma a livello di Parrocchia dalla frazione di Lion solo nel 1960. L'edificio più importante è la Chiesa di San Giacomo (1970), che sostituì quella originale risalente al Trecento in cui rimangono ancora alcune tracce dell’antica costruzione.
  • Carpanedo (2.000 ab.)

Va aggiunto, inoltre, che il capoluogo comunale è diviso nei due quartieri di San Lorenzo e San Tommaso, corrispondenti alle due parrocchie qui esistenti[5].

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Albignasego è gemellata con:

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

 

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Attraversata in senso longitudinale nord-sud dalla Strada provinciale 92 "via Guizza", Albignasego è collegata con Padova mediante autoservizi svolti da APS Holding e Busitalia-Sita Nord.

Fra il 1888 e il 1954 nella cittadina fu presente inoltre una stazione della tranvia Padova-Bagnoli di Sopra, gestita dalla Società delle Guidovie Centrali Venete (gruppo Società Veneta), parte di un gruppo di infrastrutture che contribuirono in tale periodo al rilancio economico della provincia di Padova.


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