Foggia


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Foggia
comune
Foggia – Stemma Foggia – Bandiera
Scorcio di piazza Cavour
Scorcio di piazza Cavour
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Foggia-Stemma.png Foggia
Amministrazione
Sindaco Franco Landella (centrodestra) dall'08/06/2014[1]
Territorio
Coordinate 41°28′00″N 15°34′00″ECoordinate41°28′00″N 15°34′00″E (Mappa)
Altitudine 76 m s.l.m.
Superficie 509,26 km²
Abitanti 152 494[2] (31-5-2015)
Densità 299,44 ab./km²
Frazioni Arpinova, Cervaro, Duanera La Rocca, Borgo Eridania (o Rignano Scalo), Incoronata,SegeziaTavernola,Villanova
Comuni confinanti Ascoli SatrianoCarapelle,Castelluccio dei Sauri,LuceraManfredonia,OrdonaRignano Garganico,San Marco in LamisSan Giovanni RotondoSan SeveroTroia
Altre informazioni
Cod. postale 71121-71122
Prefisso 0881
Fuso orario UTC+1
CodiceISTAT 071024
Cod. catastale D643
Targa FG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 530 GG[3]
Nome abitanti foggiani
Patrono Beata Vergine Maria dell'IconavetereSanti Guglielmo e Pellegrino
Giorno festivo 22 marzo, 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Foggia
Foggia
Posizione del comune di Foggia nella sua provincia
Posizione del comune di Foggia nella sua provincia
Sito istituzionale

Foggia pronuncia[?·info] (IPA['fɔdʒ:a]FòggeIPA['fɔdʒ] in foggiano) è un comune italiano di 152.494 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia, in Puglia.

È il terzo[4] comune della regione per popolazione e l'ottavo d'Italia per superficie. Importante centro agricolo e commerciale, Foggia si è sviluppata soprattutto dopo la ponderosa opera di bonifica del Tavoliere delle Puglie[5]. È sede della Fiera Internazionale dell'Agricoltura e della Zootecnia[6]. Dal 1999 è sede universitaria autonoma.

Hanno sede a Foggia diverse industrie operanti in vari settori: alimentare, tessile, chimico e di produzione dei materiali da costruzione[5]. La città di Foggia è sede arcivescovile metropolitana, nonché città universitaria; le varie facoltà che ospita sono disseminate su tutto il territorio cittadino. È un grande centro di antiche tradizioni agricole e mercantili, trovandosi al centro della seconda pianura più grande d'Italia.

Nonostante il terribile terremoto del 1731 e i bombardamenti che colpirono la città durante la Seconda Guerra Mondiale, vanta un importante centro storico arricchito da palazzi di rilievo, chiese e monumenti di epoca federiciana come il maestoso duomo del XII secolo[5] e l'arco di Federico II addossato al museo civico. Sviluppatasi molto durante tutto l'Ottocento e il periodo fascista, la città all'infuori del centro antico è caratterizzata da ampi viali alberati e piazze ariose, oltre che da monumenti ed edifici di valore storico e architettonico. Diversi studi hanno riportato alla luce alcune parti di camminamenti sotterranei (detti ipogei) i quali collegano gran parte del centro antico della città e che venivano utilizzati in epoca medievale.

Indice

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Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il Gargano visto dal satellite

Foggia sorge al centro del Tavoliere delle Puglie, tra il torrente Celone e il fiume Cervaro[7].

Il territorio sorge in un'area geografica pianeggiante e presenta una escursione altimetrica di 291 metri, con una altitudine compresa tra i 19 metri e i 310 metri. La casa comunale si trova a 76 m s.l.m.[7].

La città giace su terreni di origine argillosa, soggetti a elevato ristagno idrico. Essa rientra nella zona indicata a sismicità media secondo l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Foggia Osservatorio MeteosismicoStazione meteorologica di Foggia Aeroporto e Stazione meteorologica di Foggia Amendola.

Il clima è fondamentalmente mediterraneo ma con spiccata continentalità poiché la città si ubica a relativa distanza dal mare (30 km in linea d’aria) e al centro del Tavoliere delle Puglie. Ciò favorisce escursioni termiche stagionali e giornaliere piuttosto pronunciate, talvolta anche di 20 °C, soprattutto in presenza di cielo sereno, scarsa ventilazione e bassi valori di umidità relativa. Queste condizioni contribuiscono, specie d’inverno, alla formazione di estese gelate notturne allorché la temperatura scende sotto gli 0 °C grazie al notevole irraggiamento e conseguentemente al fenomeno di inversione termica.

Non avendo alcuna protezione sia a Nord che a Est (vi è solo l'Adriatico e a nordest il Gargano) risulta particolarmente esposta ai freddi venti di Grecale, provenienti dai Balcani o dal Nord Europa e soltanto di rado (mediamente ogni 3/4 anni), dalle gelide correnti siberiane di burian, le quali, specie se richiamate da un centro di bassa pressione localizzato sul Golfo di Taranto, possono scaricare discreti quantitativi di neve.

In generale, si contano 4/5 giorni di episodi nevosi all'anno, brevi e senza accumulo. Le nevicate più abbondanti degli ultimi vent'anni si sono avute il 15 dicembre 2007 con 20 cm; il 7 e 8 aprile 2003, fino a 5–10 cm (significativo vista la valenza temporale); il 16 gennaio 2002, circa 10/15 cm; il 26/27 dicembre 1996 fino a 30 cm e il 3 gennaio 1993, anche in questa occasione circa 30/35 cm.

La temperatura minima più bassa registrata alla stazione meteorologica dell’Aeronautica Militare di Amendola è stata di -10,4 °C nella storica ondata di freddo del gennaio 1985.

Le precipitazioni sono nel complesso modeste e a seconda degli anni comprese fra 350 mm e 700 mm (media 469 mm alla Stazione meteorologica di Amendola) e principalmente distribuite nei trimestri autunnali ed invernali. Gli accumuli di pioggia più consistenti, ma comunque quasi mai superiori ai 60–70 mm al giorno, sono associati a depressioni formatesi sul Medio o Basso Tirreno fra Ottobre e Marzo che richiamano correnti molto umide da est/sudest dal mare, le quali riversano precipitazioni con intensità moderata ma persistenti. Lo stau, offerto dalla catena appenninica, gioca un ruolo essenziale.

L’estate è particolarmente calda, secca e siccitosa: le temperature massime facilmente superano i +34 °C / +35 °C in presenza dell’Anticiclone subtropicale africano, superando almeno un paio di volte l’anno anche i +40 °C a seguito di venti di Favonio che, cadendo dall’Appennino si surriscaldano facendo lievitare ulteriormente le temperature. Memorabili risultano i +47 °C[8] rilevati alla stazione dell’Aeronautica Militare di Amendola il 25 giugno 2007 la quale rappresenta il 2º record di temperatura massima più alta rilevata in Europa, preceduto dal primato di +48,5 °C di Catenanuova in provincia di Enna il 20 agosto 1999[8].

Contemporaneamente al notevole accumulo di calore nell’atmosfera, eventuali intrusioni di aria fresca possono, di solito, generare fenomeni temporaleschi violenti, a volte grandinigeni o raramente associati a microburst. Si ricordino, i Tornado che spazzarono la città e parte della Provincia nel primo pomeriggio del 25 agosto 1994, con venti superiori ai 120-130 km/h e catalogabili come F1 della Scala Fujita. Intorno alle ore 13 locali dello stesso giorno la stazione meteorologica dell’Aeronautica Militare di Amendola registrò una raffica pari a 142,6 km/h da sud ovest.

Il vento, moderati o forti, soffiano prevalentemente da Sud-Ovest o da Nord-Ovest. Si registrano numerosi giorni di nebbia all'anno (mediamente 34 secondo i dati della Stazione meteorologica di Foggia Amendola) e concentrati fra Novembre e Aprile), formatasi o per irraggiamento o per scorrimento di deboli correnti miti e umide di Scirocco su uno strato di aria più fredda presente al suolo, che pone la città come una delle più nebbiose del Centro-Sud Italia.

Dal punto di vista legislativo il comune di Foggia ricade nella Fascia Climatica D in quanto i gradi giorno della città sono 1530, dunque limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 12 ore giornaliere dal 1º novembre al 15 aprile[9].

  • Classificazione climatica: zona D, 1530 GG[9]
Foggia

Dati dal 1973 ad oggi

Stazione meteorologica di Amendola[9]
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. media (°C) 12 13 15 19 24 28 32 31 28 22 17 13 12,7 19,3 30,3 22,3 21,2
T. media (°C) 8 8 10 13 18 22 25 24 22 17 12 9 8,3 13,7 23,7 17 15,7
T. min. media (°C) 3 3 5 7 11 15 18 18 15 11 7 4 3,3 7,7 17 11 9,8
Precipitazioni (mm) 42 41 43 36 37 36 26 27 46 53 53 57 140 116 89 152 497
Umidità relativa media (%) 80 77 74 71 69 65 61 64 68 74 79 81 79,3 71,3 63,3 73,7 71,9
Eliofania assoluta (ore al giorno) 4 5 5 7 8 9 11 10 8 6 5 4 4,3 6,7 10 6,3 6,8

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio circostante la città non presenta una rilevante idrografia superficiale a causa della carenza di rilievi montuosi, della scarsità delle piogge e dell'elevata permeabilità del terreno; soprattutto quest'ultimo fattore consente all'acqua piovana di penetrare nel sottosuolo e nella falda acquifera impedendo l'arricchimento di fiumi e torrenti. L'unico corso d'acqua che lambisce l'agro cittadino è il Celone, dal carattere torrentizio.[10]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Foggia.

Il toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il Piano delle Fosse
« Piazza ovale che non finisce più, d'una strana potenza. È tutta sparsa di gobbe, sconvolta, secca, accecante di polvere... nessun luogo avrebbe più diritto d'esser dichiarato monumento nazionale »
(Giuseppe Ungaretti, descrizione del Piano delle Fosse)

Secondo l'opinione più diffusa, il nome Foggia deriverebbe dal latino fovea, cioè "fossa"[senza fonte]. Ma "fossa" non è da riferirsi, come pure generalmente si fa, solo alle fosse granarie, anche se già in epoca angioina sono attestate queste strutture a Foggia, centro del Tavoliere, la cui attività tipica è la coltura del grano.

Fovea, invece, può anche significare "una fossa" intesa come "bacino imbrifero", probabilmente quello attestato nella leggenda dell'Iconavetere e richiamato dallo stemma cittadino.

Legato, inoltre, alla leggenda dello scoprimento dell'icona della Madonna nicopeia (collegata a una forma mitica diffusa in area adriatica e greca e che trova confronti nella nascita di Venere dalle acque), e in particolare alle fiammelle galleggianti sull'acqua, è l'ipotesi, peraltro improbabile, secondo cui il nome della città deriverebbe da fuoco e, conseguentemente, dal titolo del santuario dell'Incoronata, Sancta Maria de Focis, che tuttavia significa "Santa Maria della Foce", e non "dei Fuochi.[11]

Lo stemma civico
Foggia-Stemma.png

Lo Statuto comunale, all'articolo 2, recita: «Il comune di Foggia ha come segno distintivo lo stemma riconosciuto con decreto in data 3 giugno 1941 ed iscritto nel libro araldico degli enti morali. Lo stemma, riproducendo tre fiammelle campeggianti sulle acque dell'antico lago, ricorda il ritrovamento del Sacro Tavolo di Maria Santissima Iconavetere, episodio profondamente radicato nella storia civile, nella tradizione popolare e nella cultura religiosa della città».

Originalmente, tuttavia, l'arma civica rappresentava, più semplicemente, campo d'acqua in basso e una parete di fuoco in alto (elementi cui sono legati i colori ufficiali della città: il blu e il rosso), come si rileva dalla più antica testimonianza dello stemma pervenutaci, risalente al secondo Cinquecento e accompagnata dalla illuminante didascalia: «L'arma è aqua et fuoco perché, sotto ogni poco che si cava sottoterra, si trova aqua [e] lo sopra è caldo fa da mille fuochi». È solo alla fine del Seicento, infatti, che lo stemma si trasformò definitivamente assumendo l'attuale connotazione mariana: l'originaria parete di fuoco fu scissa in tre fiammelle e l'acqua fu collegata al lago della tradizione, interpretandosi l'emblema come esplicita allusione al ritrovamento dell'Iconavetere.

Foggia-Stemma antico.png

Nonostante sia legalmente riconosciuta solo la versione standard approvata nel 1941, con scudo sannitico e corona turrita, è tuttora assai diffusa (anche istituzionalmente) la variante barocca dello stemma, con scudo accartocciato e coronamarchionale, riprodotta qui a lato.

Foggia-Gonfalone.png

Il gonfalone cittadino è un drappo rettangolare troncato di rosso e di blu, riccamente ornato di ricami dorati e caricato dello stemma civico (in forma standard) coll'iscrizione centrata in oro: «Città di Foggia». L'asta del gonfalone è ricoperta di velluto rosso e blu con bullette dorate poste a spirale.

Foggia-Gonfalone uff.png

Il gonfalone storico, oltre ad essere troncato di rosso e di blu, presenta anche una bordura di porpora

Dal neolitico all'alto medioevo[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale territorio comunale di Foggia faceva parte del più grande Villaggio del Neolitico, e tra i più datati, in Europa (periodo tra il VI e il IV millennio a.C.), culla dell'agricoltura in Italia ed in Europa, proveniente dal medioriente. Solo una piccola parte dell'area archeologica, scoperta con le foto aeree del Secondo Conflitto Mondiale, è racchiusa nel 'Parco Archeologico' Passo di Corvo[12]. Altri importanti insediamenti del Neolitico, li troviamo in località Pantano, tra i quartieri Salice Nuovo, San Lorenzo ed Ordona Sud, e nel centro della città, negli scavi della Villa Comunale e in quelli nell'area dell'ex Ippodromo. Sono invece risalenti al II millennio a.C. i siti archeologici di Arpi (in greco Argos Hippium), come l'Ipogeo della Medusa, l'Ipogeo dei Cavalieri e le Necropoli[13], in località ArpinovaArpi era una delle più grandi ed estese città italiote, avendo migliaia di soldati a disposizione, ricca e forte anche per la sua posizione geografica e per l'intenso commercio che svolgeva con le città vicine. La prassi dell'agricoltura era abituale tra gli abitanti della zona, favoriti anche dalla fertilità del tavoliere e dalla sua conformazione completamente pianeggiante.[13][14]

La zona, tuttavia, era paludosa e malarica[15] e si dovette aspettare fino all'XI e XII secolo, sotto la dominazionenormanna, per vedere dei miglioramenti nella zona sotto questo punto di vista. Della grande Arpi ormai rimaneva poco e Roberto il Guiscardo fece bonificare un'ampia zona acquitrinosa, dando all'attuale nucleo urbano della città un impulso economico e civile che crebbe ulteriormente nel periodo di Guglielmo il Buono.[16]

Età federiciana[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

« Hoc fieri iussit Federicus Cesar ut urbs sit Fogia regalis sede inclita imperialis »

(IT)

« Ciò comandò Federico Cesare che fosse fatto affinché la città di Foggia divenisse reale e inclita sede imperiale »

(Scritta del 1223, posta sulla cornice inferiore dell'epigrafe dell'arco di Federico II, parte del palazzo che si estendeva lungo l'attuale via Arpi)
Arco di Federico II

Il XIII secolo fu un periodo molto importante nella storia di FoggiaFederico II, molto legato alla città, fece costruire a Foggia un imponente Palatium che divenne una delle sue residenze preferite[6].

Federico II considerava la Capitanata un luogo ideale anche per la caccia e perciò fece costruire altre due maestose dimore alle porte di Foggia, la Domus/Palacium Solatiorum San Laurencii e Pantani, in località Pantano, tra i quartieri Ordona Sud, San Lorenzo e Salice Nuovo, dove il Guiscardo aveva fatto edificare l'omonima chiesa, e il Palacium dell'Incoronata, nei pressi dell'omonimo Santuario/Borgo. Dettagli in storia di Foggia[17].

Dagli Aragonesi al terremoto del Settecento[modifica | modifica wikitesto]

« Settembre, andiamo. È tempo di migrare.

Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori

lascian gli stazzi e vanno verso il mare:

scendono all'Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti. »

(Gabriele D'Annunzio, I pastori)

Gli Aragonesi, sfruttando la centralità di Foggia nel passaggio della transumanza, stabilirono a Foggia la dogana delle pecore per gli armamenti transumanti dagli Abruzzi[6], con il compito di regolamentare il pascolo nel Tavoliere e riscuotere tasse derivanti dai diritti di passaggio[18]. L'imposizione di tale tassa a tutti i pastori, fece arricchire le casse regie, ma impoverì gli agricoltori del Tavoliere, portandoli ad abbandonare il territorio che, progressivamente, divenne paludoso.

La dogana, inizialmente, aveva sede nell'Antico Palazzo Dogana (XV secolo) posto accanto alla cattedrale. NelSettecento venne trasferita in un nuovo Palazzo Dogana, dove rimase attiva fino alla sua abolizione agli inizi dell'Ottocento ad opera dei Francesi nel 1806[6].

Nel 1480 Foggia fu anche sede del Parlamento generale aragonese[6].

Il 20 marzo 1731 un nuovo terremoto colpì la città, distruggendo un terzo delle abitazioni e danneggiando profondamente il patrimonio artistico cittadino. La ricostruzione iniziò pochi mesi dopo e riguardò soprattutto edifici storici come il convento di San Francesco (in tale occasione ampliato) e l'area interna del centro abitato. I ceti meno abbienti, invece, occuparono le aree libere rimaste con lunghe file di baracche. Precise disposizioni, regolavano e ordinavano il nuovo sviluppo urbanistico[19].

L'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Ottocento Foggia, divenuta capoluogo nel 1806, si sviluppò verso la stazione ferroviaria e fu arricchita da importanti monumenti pubblici. Anche dal punto di vista politico la città fu molto attiva in questo periodo: essa ospitò le carbonare della provincia e prese parte ai moti del 1848e del 1860[20]. Con l'unità d'Italia nel 1861, ma soprattutto con l'abolizione della dogana avvenuta 4 anni dopo, la città si riprese le terre sottraendole alla pastorizia, dando un nuovo sviluppo all'agricoltura della zona.

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Sede del Consorzio di Bonifica della Capitanata a Foggia, in Corso Roma
Torre-serbatoio AQP alle porte di Foggia

La prima metà del Novecento ha visto un incremento nell'edilizia pubblica con la costruzione di edifici come il Palazzo degli Studi, la Prefettura, il Consorzio di Bonifica della Capitanata, fortemente voluto da Benito Mussolini, e il Palazzo di città. Un avvenimento che riveste una più notevole importanza nella storia della città è la costruzione dell'Acquedotto pugliese nel 1924[21][22] in viale XXIV Maggio.

Durante la seconda guerra mondiale la città fu nel mirino dei bombardamenti dell'aviazione alleata, che rasero al suolo buona parte delle abitazioni della città, anche per distruggere una fabbrica segreta di gas velenoso, fabbrica che all'epoca si trovava vicino all'attuale cartiera.[23] Bisogna ricordare i bombardamenti del 22 luglio e del 19 agosto 1943, di certo i più violenti che colpirono la città, causando più di 20.000 vittime, un terzo della popolazione dell'epoca. La causa potrebbe derivare dalla posizione strategica della Stazione di Foggianella geografia dello Stivale: era ed è ancora considerata il secondo snodo ferroviario italiano.

Dopo l'occupazione anglo-americana, il 1º ottobre, Foggia divenne il caposaldo dell'offensiva alleata nell'Adriatico e nei Balcani.[24] La città è stata poi ricostruita sulle rovine del centro antico e della struttura urbana ottocentesca, secondo i dettami di uno stile post fascista. In seguito alle bonifiche nel Tavoliere la città ha visto accrescere la sua importanza economica e il suo sviluppo urbanistico e demografico.


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