Feltre

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Feltre
comune
Feltre – Stemma Feltre – Bandiera
   
Feltre – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Amministrazione
Sindaco Paolo Perenzin (centro-sinistra) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate 46°01′00″N 11°54′00″E / 46.016667°N 11.9°E46.016667; 11.9 (Feltre)Coordinate: 46°01′00″N 11°54′00″E / 46.016667°N 11.9°E46.016667; 11.9 (Feltre) (Mappa)
Altitudine 325 m s.l.m.
Superficie 99,79 km²
Abitanti 20 652[1] (31-12-2014)
Densità 206,95 ab./km²
Frazioni Anzù, Arson, Canal, Cart, Celarda, Foen, Lamen, Lasen, Mugnai, Nemeggio, Pont, Pren, Sanzan, Tomo, Umin, Vellai, Vignui, Villabruna, Villaga, Villapaiera, Zermen
Comuni confinanti Cesiomaggiore, Fonzaso, Lentiai, Mezzano (TN), Pedavena, Quero Vas, Seren del Grappa, Sovramonte
Altre informazioni
Cod. postale 32032
Prefisso 0439
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 025021
Cod. catastale D530
Targa BL
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti feltrini
Patrono santi Vittore e Corona
Giorno festivo 14 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Feltre
Feltre
Posizione del comune di Feltre nella provincia di Belluno
Posizione del comune di Feltre nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

Feltre (localmente pronunciato Fèltre /'fɛltre/, nel resto d'Italia più diffuso Féltre /'feltre/[2]) è un comune italiano di 20.652 abitanti[1] della provincia di Belluno, in Veneto.

È il centro principale del Feltrino.

 

 

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La città di Feltre vista dal Monte Tomatico.

Il Feltrino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Feltrino (territorio).

La città[modifica | modifica wikitesto]

Centro principale del territorio feltrino è la città di Feltre (325 m), situata ad occidente del fiume Piave e alle pendici delle Dolomiti e, più in particolare, delle Vette Feltrine, chiusa a sud dal Monte Tomatico che domina imponente la Val Belluna. Attorno all'insediamento storico più antico della città, aggrappato sulle pendici di un colle (denominato "Colle delle Capre"), si sviluppano i quartieri più moderni.

Panorama di Piazza Maggiore: a sinistra la Chiesa dei SS. Rocco e Sebastiano e, a ridosso, le Fontane Lombardesche; a destra il Castello di Alboino

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e l'età romana[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, III,130), l'antica Feltria fu fondata dai Reti (oppido retico) con le città di Trento e di Verona. Discusso il toponimo: taluni lo avvicinano alla lingua etrusca (Felthuri, cioè città di Fel) osservando un'assonanza con Velhatre (Velletri).

Gradualmente romanizzata, Feltria divenne municipium optimo jure e in età imperiale conobbe un notevole sviluppo economico ed urbanistico. Fondamentale la vicinanza all'importante Via Claudia Augusta, strada che da Altino, sulla Laguna Veneta, portava, attraverso Trento e il Brennero, fino ad Augusta Vindelicum (l'attuale Augusta, in Baviera).

Con il tempo la città divenne importante sede di associazioni di fabri (artigiani), di centonari (addetti al riciclaggio di vesti usate e scarti di lavorazione della lana, le "centones" sono identificabili con l'attuale feltro che dal nome della città ebbe origine) e di dendrophori (boscaioli, artigiani, mercanti e trasportatori di legname).

Nel tardo impero la diffusione del cristianesimo permise la fondazione della diocesi feltrina con una prima cattedrale. Si fa tradizionalmente risalire a San Prosdocimo di Padova l'evangelizzazione della zona.

La torre del Castello di Alboino, detta "Campanon"
Piazza Maggiore

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La crisi e la fine dell'Impero Romano d'Occidente, con le invasioni degli Unni e dei Goti fecero decadere la città. Durante il dominio dei Longobardi Feltre fu aggregata al ducato di Ceneda. Di quel periodo restano tracce nella denominazione del maniero che sovrasta la città detto "Castello di Alboino" e nel toponimo della frazione di Farra (dal germanico Fara, "accampamento"). La città fu in seguito dei Franchi di Carlo Magno che le restituirono un ruolo di centralità territoriale e di autonomia, quindi passò al successore di Carlo, Berengario re d'Italia.

Da questo periodo sino al XIV secolo, si affermò sempre più il potere episcopale, in modo particolare da quando con la dinastia Ottoniana i vescovi furono elevati al rango di conti. A Feltre il vescovo era a capo di un comitatus (una contea) piuttosto esteso e comprendente oltre al Feltrino attuale (esclusi alcuni centri posti a sud, ricadenti nella pieve di Quero a sua volta compresa nella contea dei Collalto), anche le valli del Primiero, del Tesino e della Valsugana sino a Pergine.

Durante il XIII e il XIV secolo Feltre fu coinvolta nelle tragiche vicende legate alla signoria dei Da Romano (con il noto Ezzelino), finendo infine sotto il potere dei Da Camino. A questi seguirono i Carraresi, dal 1315 al 1337, gli Scaligeri di Verona e, infine, i Visconti di Milano.

I Palazzetti Cingolani
Le scalette vecchie
Nel tratto compreso tra le cosiddette scalette vecchie e nuove, sopra la cinta muraria qui edificata alla fine del Quattrocento, corre l'antico sentiero della Sentinella
Porta Oria, una delle porte di accesso alla città vecchia
Il Duomo di Feltre, Cattedrale di San Pietro Apostolo
La Chiesa di San Giacomo Maggiore
Feltre1.jpg

La Serenissima[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1404, alla morte del duca di Milano Giangaleazzo Visconti, Feltre, non potendosi più difendere da sola dalle mire dei Carraresi, preferì seguire l'esempio di Vicenza e sottomettersi al dominio della Repubblica di Venezia (fatto tuttora ricordato con il palio locale). L'età veneziana assicurò ai feltrini, salvo qualche breve parentesi, uno stato di pace e di prosperità. Tuttavia nel 1509, nel corso della guerra cambraica, la città fu quasi interamente distrutta dalle truppe dell'imperatore Massimiliano I che, a capo della Lega di Cambrai, scese in Italia per combattere la Serenissima. Al termine del conflitto, dopo quello che è ancor oggi ricordato come "l'Eccidio di Feltre", la ricostruzione trasformò Feltre in un unicum architettonico ed urbanistico, ben delineato dai canoni estetici e culturali del Rinascimento.

Dal Seicento si ebbe però un evidente decadimento della città. La crisi veneziana si riverberò anche sulla plaga feltrina, le produzioni locali di lane grezze, di legno e di ferro entrarono in una fase critica, con un conseguente malessere economico. Rimase un'agricoltura povera e insufficiente a sostenere il reddito generale del territorio[3].

Nel 1729 Feltre ebbe Carlo Goldoni impiegato come coadiutore della Cancelleria carceraria. Goldoni era allora ancora ben lontano dall'essere il celeberrimo maestro e riformatore del teatro, ma si mostrava con tutta evidenza già interessato alla scena e agli attori, tanto che, nel 1730 al Teatro de la Sena di Feltre andarono in scena alcuni suoi lavori teatrali (Il buon padre e La cantatrice).

L'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1797, caduta Venezia, il Feltrino fu invaso dai francesi di Napoleone e amministrato dalla fazione democratica; risale a quegli anni la scalpellatura delle lapidi venete i cui testi, resi illeggibili, si vedono ancora sulle facciate delle case patrizie nella città vecchia. Occupata dagli austriaci nel 1798, in seguito al trattato di Campoformido, Feltre entra a far parte del Regno Italico con capitale Milano.

Dopo il Congresso di Vienna, nonostante la tendenza a ristabilire secondo il principio della legittimità dinastica lo status quo ante Napoleone, non fu ricostituita la disciolta Repubblica di Venezia, Feltre entrò invece a far parte del Regno Lombardo-Veneto, soggetto all'Impero d'Austria. Vi rimase fino al 1866, anno della sua annessione al Regno d'Italia e del cosiddetto plebiscito.

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Gli austriaci tornarono con la Grande Guerra dopo la battaglia di Caporetto (9 novembre 1917), colpendo duramente la città e rimanendovi sino alla fine del conflitto.

Il 19 luglio del 1943, in piena seconda guerra mondiale, avvenne il famoso Incontro di Feltre tra Benito Mussolini ed Adolf Hitler. L'incontro si tenne in verità a Villa Pagani Gaggia, presso San Fermo di Belluno[4], a diversi chilometri dalla città, ma i due capi di Stato fecero la loro apparizione al balcone - oggi smantellato - dell'allora esistente Caffè Grande prospiciente Largo Castaldi. Fu l'ultimo atto di Mussolini quale capo del governo del Regno, che cadrà pochi giorni dopo, il 25 luglio. La cittadina fu occupata dai tedeschi quattro giorni dopo l'armistizio: Feltre venne assediata e, insieme alla Provincia di Belluno, annessa all'Alpenvorland sotto il comando del Terzo Reich.

Il territorio feltrino fu un'importante zona operativa delle formazioni partigiane organizzate nel Battaglione "Zancanaro" della Brigata Garibaldina Antonio Gramsci (Feltre).

Molti feltrini pagarono con la propria vita la loro attività antifascista. Nella "Notte di Santa Marina" del 19 giugno 1944 furono uccisi il colonnello Angelo Giuseppe Zancanaro, il figlio Luciano, Pietro Vedrami, Roberto Colonna e Oldino De Paoli, e duramente malmenati presso il Seminario don Giulio Gaio e don Candido Fent. L'attività partigiana nel Feltrino è ben espressa dalle parole di un ufficiale delle SS: "Feltre è la città che più ci dà da fare di tutta la Provincia, dove l'opposizione all'autorità, e l'attività partigiana, sono più salde e decise".

Nel 1986 la diocesi di Feltre, nonostante gli accorati appelli del mondo laico e di quello religioso, fu unita alla diocesi di Belluno nella nuova circoscrizione ecclesiastica di Belluno-Feltre.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Feltre è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo della Ragione
  • Palazzo Pretorio
  • Palazzetti Cingolani
  • Palazzo Guarnieri
  • Palazzo Tomitano
  • Palazzo Cumano (sede della Galleria d'Arte Moderna Carlo Rizzarda)
  • Palazzo De' Mezzan
  • Palazzo Zasio
  • Palazzo Villabruna (sede del Museo Civico)
  • Palazzo Borgasio
  • Palazzo Crico Tauro
  • Palazzo Villabruna Bellati
  • Palazzo Aldovini Mezzanotte
  • Teatro de la Sena
  • Fontane Lombardesche
  • Casa Altin Salce
  • Casa Avogadro Tauro

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito viene riportato l'elenco dei dieci gruppi più consistenti della popolazione straniera residente[8]:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La corsa dei cavalli, durante il Palio di Feltre
  • Mostra Regionale dell'Artigianato Artistico e Tradizionale Città di Feltre
  • Palio di Feltre
  • Antica Fiera di San Matteo
  • Giro delle Mura
  • Gran Fondo Sportful
  • 24h ciclistica Castelli

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