Altamura

Altamura
comune
Altamura – Stemma
 
Altamura – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Città metropolitana di Bari-Stemma.png Bari
Amministrazione
Sindaco Giacinto Forte (centrodestra) dal 15-6-2015
Territorio
Coordinate 40°49′00″N 16°33′00″E / 40.816667°N 16.55°E40.816667; 16.55 (Altamura)Coordinate: 40°49′00″N 16°33′00″E / 40.816667°N 16.55°E40.816667; 16.55 (Altamura) (Mappa)
Altitudine 479 m s.l.m.
Superficie 431,38 km²
Abitanti 70 319[1] (31-7-2015)
Densità 163,01 ab./km²
Frazioni Fornello, Madonna del Buon Cammino, Masseria Franchini, Casal Sabini, Parisi, Selva
Comuni confinanti Bitonto, Cassano delle Murge, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Matera (MT), Ruvo di Puglia, Santeramo in Colle, Toritto
Altre informazioni
Cod. postale 70022
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072004
Cod. catastale A225
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 858 GG[2]
Nome abitanti Altamurani
Patrono santa Maria Assunta, Santa Irene e san Giuseppe
Giorno festivo 5 maggio e 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Altamura
Altamura
Posizione del comune di Altamura nella città metropolitana di Bari
Posizione del comune di Altamura nella città metropolitana di Bari
Sito istituzionale

Altamura (Ialtamùre in dialetto barese) è un comune italiano di 70 319 abitanti[1] della città metropolitana di Bari in Puglia.

È l'ottavo comune della regione per popolazione[3] e il tredicesimo d'Italia per estensione.

Qui vi è prodotto il pane DOP, tipico nella sua forma (in gergo skuanéte, trad. alto). Il monumento principale è la cattedrale di Santa Maria Assunta, esempio di Romanico pugliese, stile gotico (secolo XIII); da aggiungersi l'Uomo di Altamura, scheletro integro di Homo neanderthalensis, e cava dei dinosauri, giacimento risalente al Cretacico con molte impronte di dinosauri.

 

 

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

12.660 ettari del territorio di Altamura sono inclusi nel Parco nazionale dell'Alta Murgia. Una delle doline più note è il Pulo di Altamura, che si presenta come una cavità di origine carsica che si apre tra le colline dell'altopiano murgiano a circa 477 m s.l.m.; misura 550 m di diametro e 92 m di profondità.

In loco è stato ritrovato uno scheletro integro di Homo neanderthalensis, noto come Uomo di Altamura. Esso costituisce il reperto più interessante di un giacimento piuttosto vasto e complesso comprendente resti ossei sia di ominidi vissuti 200-300 000 anni fa (Vacca, 1999) che di animali vari. La cavità, scoperta nell'ottobre 1993 dal C.A.R.S. (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche), è situata a circa 450 m s.l.m. e dista 1,2 km dalla Masseria Lamalunga da cui deriva il toponimo attribuito al luogo del ritrovamento.

In località Pontrelli (nome derivante da una cava dismessa), invece, sono state rinvenute migliaia di impronte impresse da dinosauri vissuti nel Cretacico Superiore, ovvero circa 80 milioni di anni fa.

Con tali scoperte, le Murge di Altamura, comprendenti la grotta di Lamalunga (col suo Homo arcaicus), la cava De Lucia (con le sue orme dei dinosauri) e il Pulo sono portate dallo Stato Italiano nella "Lista propositiva" dell'UNESCO il 1º giugno 2006, candidandole in pratica a divenire uno dei Patrimoni dell'Umanità riconosciuti e tutelati dall'ONU.[4], fatto mai realizzato.

L'altitudine del comune varia da un minimo di 402 m s.l.m. fino ad un massimo di 480 m s.l.m. (Chiesa di S.Lucia)

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Altamura è di tipo sub-litoraneo, con inverni moderatamente freddi ed estati calde e asciutte. La temperatura in inverno si aggira intorno ai +5.5 °C, mentre in estate oscilla intorno ai +22 °C. Le precipitazioni annuali si attestano attorno ai 600 mm, in inverno le nevicate sono deboli ma frequenti soprattutto a febbraio, la temperatura minima in assoluto è stata di -11.3 gradi risalente al gennaio 1985.

Altamura
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 8,3 8,9 11,3 14,7 20,4 25,1 28,0 27,8 23,5 18,0 12,6 9,5 8,9 15,5 27,0 18,0 17,3
T. min. mediaC) 1,4 2,7 2,8 5,0 9,3 14,0 15,8 15,9 12,8 9,5 5,3 2,6 2,2 5,7 15,2 9,2 8,1
T. max. assolutaC) 18,4
(1986)
21,4
(1990)
23,6
(1990)
28,4
(1983)
34,2
(1994)
40,8
(1982)
41,8
(1988)
40,2
(2000)
36,3
(2015)
32,2
(1981)
23,8
(1990)
20,0
(1979)
21,4 34,2 41,8 36,3 41,8
T. min. assolutaC) -11,3
(1985)
-10,9
(1993)
-9,7
(1987)
-4,3
(1988)
-0,9
(1989)
5,5
(1980)
7,5
(1980)
7,1
(1976)
3,1
(1976)
-2,1
(1972)
-6,7
(1972)
-8,7
(1976)
-11,3 -9,7 5,5 -6,7 -11,3
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0 0 0 0 0 6 15 15 3 0 0 0 0 0 36 3 39
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 8 8 4 1 0 0 0 0 0 0 2 5 21 5 0 2 28
Precipitazioni (mm) 50,2 71,2 60,5 45,7 43,4 29,5 23,6 32,2 45,4 67,7 67,0 60,1 181,5 149,6 85,3 180,1 596,5
Giorni di pioggia 7 8 7 7 6 4 3 3 5 7 8 7 22 20 10 20 72
Giorni di nebbia 9 6 7 6 3 2 1 2 5 10 10 11 26 16 5 25 72
Umidità relativa media (%) 79 75 73 70 68 63 61 63 69 75 80 80 78 70,3 62,3 74,7 71,3

Secondo la classificazione dei climi di Köppen Altamura appartiene alla fascia Csa ossia al clima temperati delle medie latitudini con stagione estiva calda (temperatura media assoluta del mese più caldo non inferiore ai 22º) e prevalentemente asciutta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non vi sono documenti storici che indichino con sicurezza il nome originario dell'antica città di Altamura; si potrebbe parlare di un caso di damnatio memoriae. Secondo un'antica leggenda[6], il primo nucleo abitativo fu fondato col nome di Altilia o Alter Troia, ma non ci sono testimonianze dirette/indirette che confermino ciò.[6]

Da alcuni documenti notarili della città di Gravina dell'inizio del XIII secolo, si evince l'esistenza, nella zona interessata dall'attuale Altamura, di un piccolo centro chiamato Murum. Questo toponimo, con ogni evidenza, richiamava l'antica cinta muraria che doveva al tempo fortemente caratterizzare l'abitato, tanto che ancora oggi è conservata e ben visibile per lunghi tratti. L'imperatore Federico II[7], nella visita del 1232, decise di costruirvi una basilica dedicata a Santa Maria Assunta, la cui facciata originaria si rivolgeva verso la città di Gravina. La chiesa fu successivamente distrutta da un incendio e la successiva ricostruzione ne modificò la posizione.[7]

Nel 1463, lo stemma comunale fu sormontato dalla corona, per volere dell'imperatore Ferdinando I d'Aragona; la città successivamente divenne feudo di varie famiglie nobiliari, a partire dagli Orsini Del Balzo e dei Farnese (1538-1734), committenti di numerosi palazzi e chiese. Nel 1531, dopo la conquista spagnola della Puglia, i cittadini ne riscattarono l'autonomia amministrativa, pagando alla Corona di Spagna la somma di 20.000 ducati.[8]. Fu poi dote di matrimonio di Margherita d'Austria, e in questo periodo si registrò una notevole espansione al di fuori delle mura cittadine.

Nel 1648 l'insurrezione di Masaniello a Napoli coinvolse molte altre città del regno in un moto contro la feudalità; tra queste Altamura, che si era opposta con decisione ai tentativi di riconquista da parte di Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona, il potente conte di Conversano. In quell'occasione, Altamura aderì alla Repubblica Napoletana e per un breve periodo si autogovernò. Nel 1748 Carlo VII di Napoli vi fondò una università[9]: un difficile percorso di affermazione, tra le prime in assoluto in tutta l'Italia Meridionale.

Alla fine del XVIII secolo, e per quasi tutti gli anni novanta, l'antica nobiltà di Altamura era ancora molto potente, sia come censo che per la notevole influenza che aveva alla corte di Napoli; illuminante è l'episodio dell'aprile del 1797. I rappresentanti dei nobili altamurani, con le loro sollecitazioni riuscirono a modificare il programma del Re, allora in visita a Gravina, quasi costringendolo ad una imprevista permanenza a Altamura. La città fu per l'occasione non solo riccamente addobbata, ma sistemata anche nell'accesso e rifacendo larghi tratti di strada.[10]

Ma i tempi mutano rapidamente; nel 1799, solo 10 anni dopo l'accendersi della rivoluzione francese, venne piantato l'Albero della Libertà e proclamata la repubblica. Altamura accolse con entusiasmo le nuove idee giacobine; l'antica nobiltà fu facilmente isolata e in parte incarcerata, tuttavia anche se assai scarsi nel numero i rappresentanti della vecchia classe dirigente conservavano la loro potenza economica e politica. Il sogno di libertà durò perciò molto poco: giunsero quasi subito le truppe della Santafede, guidate dal cardinale Fabrizio Ruffo, alla riconquista della città. Altamura cercò di resistere con ogni mezzo, con soli tre cannoni e poche munizioni; tanto che furono utilizzati nei cannoni, come proiettili per l'ultima disperata resistenza, le monete dell'Erario Municipale: ma fu tutto inutile. Il 10 maggio dello stesso anno, l'esercito filoborbonico entrò in città, saccheggiandola e ristabilendo al potere la nobiltà. In quell'occasione le truppe “sanfediste” si vendicarono spietatamente della terribile e inutile strage compiuta nel convento di S. Francesco da Paola dal sacerdote e commissario rivoluzionario Palomba[11], che, vista inevitabile la resa agli assedianti, fece fucilare frettolosamente tutti i 150 carcerati filoborbonici presenti in quel momento nel carcere. I corpi dei malcapitati furono gettati nei sepolcreti della chiesa, tra i gemiti dei moribondi e le grida dei feriti, tanto che, alcuni di loro furono salvati il giorno seguente dall'arrivo dei vincitori.[12] Da allora Altamura ebbe il nome "Leonessa di Puglia" per il coraggio dimostrato durante la ribellione contro i Borboni[13].

Palazzo Viti ospitò, dal 1808 al 1817, la Corte d'Appello di Terra di Bari, Basilicata e Terra d'Otranto, concessa da Gioacchino Murat per il tributo di fede e di sangue del 1799. Nel Risorgimento fu sede del Comitato Insurrezionale Barese e, dopo l'Unità del 1860, del primo Governo Provvisorio per la Puglia.

Lo stemma[modifica | modifica wikitesto]

Altamura-Stemma2.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Inquartato, con i colori rosso e argento, che si alternano, cominciando, da sinistra in alto, con il rosso, sormontato da una corona regia in oro, con il sottostante motto di Federico II di Svevia: "Federicus me reparavit" »
(Comuni-Italiani.it)

 

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale di Altamura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di Santa Maria Assunta (Altamura).
Interno della cattedrale

Il fondatore del Duomo di Altamura, nel 1232, fu Federico II di Svevia imperatore del Sacro Romano Impero che fece realizzare la chiesa dedicandola alla Maria Assunta di Gravina e la pose sotto il regio patronato suo e dei suoi discendenti. Il modello originario è quello che possiamo ammirare in molte cattedrali romaniche pugliesi e che trova uno degli esempi più famosi nella Basilica di San Nicola a Bari, ma qui viene realizzato con il nitido linguaggio del gotico federiciano che prevede forme cristalline e decori raffinati di ascendenza orientale come quelli che caratterizzano la bifora in facciata. L'orientamento che oggi caratterizza la cattedrale è invertito rispetto a quello originario, non si può affermare se questo cambiamento drastico sia stato effettuato all'epoca di Roberto d'Angiò (prima metà del XIV) o durante i lavori di ampliamento tra il 1521 e il 1547. All'epoca del sovrano angioino risale la realizzazione del portale settentrionale che oggi si apre in piazza duomo, mentre la realizzazione di una seconda torre campanaria, l'area dell'altare e dell'attuale sagrestia furono aggiunte nella prima metà del Cinquecento, a conclusione di questi lavori l'arciprete Salazar fece aggiungere in facciata gli stemmi di Carlo V d'Asburgo, del governatore Pietro da Toledo insieme al suo. Opere settecentesche sono invece la loggetta tra i due campanili con le statue della Vergine tra i SS. Pietro e Paolo, le terminazioni delle torri campanarie e il rivestimento interno in marmo. In evidenza i due leoni porta-colonnine ritoccati da un artista di Andria, Maestro Antonio. Una leggenda racconta che Federico II nascose in uno dei pilastri della cattedrale un tesoro, il quale servirebbe per la ricostruzione della Cattedrale nel caso in cui dovesse verificarsi la distruzione della stessa.

Piazza Duomo della Cattedrale

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Altamura ci sono numerosi altri luoghi di culto. Tra i più importanti:

  • Chiesa di Sant'Agostino
  • Chiesa di Sant'Antonio
  • Chiesa di Santa Chiara
  • Chiesa di San Domenico
  • Chiesa di San Francesco da Paola
  • Chiesa di Santa Maria della Consolazione
  • Chiesa di San Michele al corso
  • Chiesa di San Nicola
  • Chiesa di Santa Teresa
  • Chiesa del Santissimo Rosario di Pompei
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù
  • Chiesa della Trasfigurazione
  • Chiesa di Santa Lucia
  • Chiesa del Santissimo Redentore
  • Chiesa della Santissima Trinità
  • Chiesa del Santo Sepolcro
  • Chiesa di Sant'Anna
  • Chiesa di San Giovanni Bosco
  • Chiesa di San Sabino in Fornello
  • Chiesa di Santa Maria del Carmine
  • Chiesa di San Michele Arcangelo
  • Chiesa della Consolazione

Antiche chiese in disuso[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa sotterranea di S.Angelo della Zezula (di fronte al campanile dell'orologio della Cattedrale)
  • Chiesa rupestre di S.Michele (via Madonna della croce)

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

I palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Tra i palazzi, il più antico baggato, è il cinquecentesco Palazzo De Angelis-Viti, anche dimora degli Orsini Del Balzo. Più volte rimaneggiato, si eleva su tre piani: sontuoso ed austero il portale, elegante il loggiato su cui si apre Porta Bari.

Altri palazzi, come Baldassarre, Martini, de Gemmis Cagnazzi, Filo, Sabini, Melodia, testimoniano le nobili famiglie di Altamura.

Masserie fortificate[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Masserie fortificate di Altamura.

Nel territorio di Altamura si contano molteplici masserie fortificate; tra le più importanti:

Masseria Calderoni[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio risale alla prima metà del XVI secolo (1530 ca) quando un imprecisato ordine religioso costruì il corpo originario. Successivamente, la proprietà fu trasferita alla famiglia Calderoni che effettuò nel XVII secolo (1620 ca) il più significativo ampliamento e nel 1758 la stalla principale. È attualmente di proprietà della famiglia Netti di Altamura. L'abitazione patronale e la cappella presentano affreschi risalenti al XVII secolo. Di particolare interesse è la presenza di una neviera inglobata, come volume interrato, nel corpo principale della masseria.

Masseria De Angelis[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo originario, rappresentato dall'abitazione dei fattori e dalla gran parte degli edifici produttivi, può farsi risalire agli inizio del XVII secolo, anche se i più significativi ampliamenti edilizi, abitazione patronale, recano la data del 1893. Il Casino De Angelis (Masseria da campo) dal punto di vista funzionale e produttivo, risultava complementare alla masseria da pecora “Corte Cicero” ricadente nella medesima proprietà fondiaria (Famiglia Viti di Altamura).

Altre masserie fortificate sono:

  • Masseria Dominante
  • Masseria Jesce
  • Masseria Laudati
  • Masseria Losurdo
  • Masseria Marvulli
  • Masseria San Giovanni
  • Masseria Solagne
I Claustri[modifica | modifica wikitesto]

I claustri sono tipiche piazzette o larghi che si aprono sulle vie principali del centro storico altamurano.
La denominazione locale è gnostre e sono unici nell'architettura popolare. Se ne contano circa 80 e rappresentano l'aggregarsi spontaneo di gruppi familiari o etnici (Latini, Mori, Giudei).
La loro conformazione assolveva, oltre che ad una funzione sociale anche ad una difensiva: il claustro, con l'unica entrata, costituiva una trappola per i nemici che, se si fossero avventurati fin lì sarebbero rimasti imprigionati e subissati da lanci di pietre, acqua o altro.
Esistono due tipi di claustri: quello di stile greco con il largo tondeggiante e al centro un pozzo o un albero; quello di stile arabo stretto e lungo con una piccola strada chiusa e in fondo un pozzo per le acque piovane.
Fra i più pittoreschi e caratteristici ci sono i claustri Giudecca, Inferno, Tradimento. Molti claustri sono stati abbandonati e quindi oggi sono disabitati e mal ridotti.

I campi di detenzione delle due guerre mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Recentemente è stata scoperta e divulgata la presenza nella città di due campi di concentramento relativi alla prima e alla seconda guerra mondiale. Il campo della prima guerra mondiale era situato nei pressi dell'attuale agriturismo "Il Casale" Falagario Stacca, sito in via Santeramo, e ospitava circa 1000 prigioneri austro-ungarici[14][15][16]. I prigioneri venivano utilizzati per lo spietramento. Le condizioni di lavoro erano dure e il cibo scarseggiava (come per qualsiasi contadino pugliese), sebbene i detenuti venissero trattati con grande umanità[17]. La morte fu dovuta al diffondersi, all'interno del campo, della spagnola[17] e del tifo[14].

Il campo di concentramento usato durante la seconda guerra mondiale è ampiamente testimoniato dai documenti presenti nell'USSME (Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito)[18] e si trovava nei pressi di Villa Serena su via Gravina. Fu attivo dal 1942 al 1943. L'esatta ubicazione del campo è ignota, poiché era composta perlopiù da tende provvisorie. Dagli stessi documenti sopra citati si apprende che ospitava internati inglesi, indiani, australiani, americani, neozelandesi, mediorientali e altri. Fonti orali riferiscono invece di un campo di concentramento sito nelle immediate vicinanze dell'odierno Ospedale della Murgia.

Nel libro Auschwitz. Ero il numero 220543 dell'inglese Denis Avey, l'autore racconta di essere stato imprigionato nel campo di concentramento di Altamura e di essere addirittura riuscito a evadere per essere poi ricatturato (pagina 124 del libro)[19]. L'autore racconta, inoltre, di essere stato trattato con molta umanità e che i prigionieri erano lasciati liberi di fare ciò che volevano in totale abbandono, sorvegliati a distanza dai carabinieri. Ciò di cui i prigioneri soffrivano era la fame, a causa dell'estrema povertà del territorio, come descritto nel libro.

L'autore è stato compartecipe del conflitto, e riporta i fatti del libro come fatti storici, sebbene ci sia da aspettarsi che non tutto sia attendibile e che qualche notizia sia stata inventata o "colorita" per esigenze letterarie[20]. Ciononostante, le notizie fornite sul campo di Altamura sono assai verosimili. È stato suggerito che l'autore potrebbe anche aiutare a localizzare con esattezza il campo prima che lui e altri suoi coetanei reduci del campo muoiano portandosi il segreto nella tomba.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

La cava dei dinosauri[modifica | modifica wikitesto]

In località Pontrelli, nota come cava dei dinosauri, sono state rinvenute nel 1999, su un'area di dodicimila metri quadrati, trentamila orme di dinosauri. La grande importanza di questo ritrovamento (a oggi questo è il sito più ricco e importante d'Europa e forse del mondo)[21] sta nell'elevatissima biodiversità che caratterizzava gli individui presenti contemporaneamente nello stesso luogo.

Le impronte risalgono al Cretacico superiore, tra i 70 e gli 80 milioni di anni fa, quando il clima in Puglia era di tipo tropicale (caldo umido), e testimoniano la presenza di oltre duecento animali, appartenenti almeno a cinque gruppi diversi di dinosauri, erbivori e anche carnivori.

Le dimensioni delle impronte variano dai 5 – 6 cm fino ai 40 – 45 cm, facendo supporre di trovarsi di fronte ad animali alti fino a 10 metri. In molte impronte si riesce addirittura a leggere le pieghe della pelle. Tale eccezionale stato di conservazione delle impronte è dovuto molto probabilmente alla presenza di un terreno paludoso dal fondo fangoso, con tappeti di alghe che hanno permesso la cementazione dell'impronta. In numerose impronte è infatti ancora visibile la piccola onda di fango generata nel momento in cui l'animale ha poggiato la zampa al suolo. Dalla lettura delle impronte e soprattutto delle piste, ovvero di una serie di almeno tre impronte consecutive, o tre coppie mano - piede nel caso di animali quadrupedi, lasciate dallo stesso animale in movimento, si evince come le andature siano normali, senza tracce di panico, a dimostrazione del fatto che si trattava di un normale spostamento degli animali mentre pascolavano tranquilli in un ambiente presumibilmente lagunare.
Dalla quantità delle impronte e dalle loro dimensioni ci si può facilmente rendere conto delle quantità veramente ingenti di vegetali che dovevano essere presenti in loco per poter soddisfare le necessità di sopravvivenza di tanti animali.

Una delle piste individuate appartiene a un Ceropode (dinosauro erbivoro, quadrupede, di media stazza): essa rivela un'incertezza nell'andamento, forse un cambio brusco di passo, per evitare un ostacolo improvviso oppure cambiare direzione.

L'Uomo di Altamura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Uomo di Altamura.

Il 7 ottobre 1993 venne fortuitamente scoperto l'"Uomo di Altamura", unici resti di scheletro umano integro risalenti al paleolitico medio-inferiore.

Il reperto scoperto nella grotta di Lamalunga rappresenta uno dei più grandi rinvenimenti paleontologici. L'ottimo stato di conservazione, l'integrità del reperto, l'assenza di deformazioni e la presenza del cranio, intero, costituiscono una buona occasione per una migliore conoscenza e definizione dei meccanismi di evoluzione che hanno portato al popolamento europeo e al ciclo neanderthaliano. Lo scheletro è infatti riconducibile ad un maschio adulto dell'altezza di 160 – 165 cm, il cui cranio presenta sia i tratti arcaici che quelle trasformazioni morfologiche, stabilizzatesi nelle popolazioni neanderthaliane, che consentono di collocarlo nel gruppo di fossili del Pleistocene Medio europeo, ovvero tra le forme dell'Homo erectus (400.000 anni fa) e le forme tipiche dell'uomo di Neanderthal (85.000 anni fa), in una fase di passaggio cioè, stimata a circa 200.000 anni fa. Dopo uno studio effettuato nel 2015 dall'Università La Sapienza di Roma, lo scheletro è stato datato fra i 128.000 e i 187.000 anni fa, e ciò lo rende il più antico reperto di Neanderthal al mondo da cui sia mai stato estratto del DNA. Questo studio è stato ripreso da molte testate internazionali, fra cui la rivista Nature[22] e CNN[23].

Particolarmente invisa alla città è stata l'ipotesi di un allontanamento del preziosissimo reperto. Subito dopo la scoperta si parlava infatti di rimuovere l'Uomo di Altamura e l'intero blocco di concrezioni calcaree che lo avvolgeva, per esporlo a Roma. Viceversa il progetto "SARASTRO" del Prof. Vittorio Pesce Delfino, proponeva e realizzava una "tele fruizione" del reperto in loco con terminali posizionati nella masseria Ragone (finanziamento nell'ambito del POP Puglia 2° triennio). Dopo la rimozione del costoso e per certi versi dannoso impianto[24], per molto tempo non si è proposto niente di concreto in relazione a studi più diretti del reperto. Nel 2010 è stato pubblicato un interessante e completo studio per la rimozione temporanea del solo teschio e mandibola, per effettuare preziosi esami in laboratorio; cosa perfettamente realizzabile in quanto teschio e mandibola risultano quasi privi di aderenze con la matrice stalattitica.

Le Mura Megalitiche e i tumuli[modifica | modifica wikitesto]

Le Mura Megalitiche erano lunghe 4 km, alte e larghe 6 m; esse racchiusero nella loro ampia cerchia, in cui v'era un'altra più piccola intorno all'Acropoli, cioè la parte più alta e più sacra della città. Erette tra il VI e il III secolo a.C., ora sono visibili per alcuni tratti. La regione inoltre vanta all'incirca una cinquantina tumuli.

Il Pulo di Altamura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Pulo di Altamura.

Nella Murgia Nord, nei pressi della Grotta di Lamalunga si apre una dolina carsica: il Pulo di Altamura.
Questa è la più grande dolina murgiana, larga circa 550 metri e profonda nel punto più basso 95 metri.
Ha pareti scoscese ma erbose, con uno stretto sentiero che scende fino in fondo. Sul fondo vi è un tappeto di terra fertile coltivata.

Alla base del Pulo si apre un inghiottitoio (l'inghiottitoio è il punto su una superficie carsica dove l'acqua penetra o sprofonda nel sottosuolo).
Le doline per via della loro conformazione permettono la presenza di alcune particolari condizioni (protezione dai venti, basse temperature sul fondo, terreni ricchi di minerali) permettono un habitat che ospita flora e fauna inusuale per la zona (ad esempio il corvo reale). Su una parete rocciosa vi sono alcune caverne. Inoltre i manufatti litici ritrovati testimoniano che le caverne che si aprono nella parete furono abitate nel paleolitico.

Risulta importante l'osservazione dei fronti della dolina. In molte zone, le testate degli strati rocciosi che sporgono dalle pareti sembrano convergere a formare un blanda sinclinale, a conferma dell'origine da crollo della dolina affermata da Colamonico nel 1919. È molto probabile che il solco erosivo di nord-est più di due milioni di anni fa fosse in sotterraneo e che in corrispondenza del Pulo avesse il suo recapito finale in un inghiottitoio allargatosi via via in tal misura da annullare l'effetto arco delle rocce sovrastanti e collassare. La parete settentrionale del Pulo presenta più livelli di grotte e cunicoli, che possono definirsi cavità di interstrato.

Le Grotte di Altamura[modifica | modifica wikitesto]

Essendo l'intero territorio murgiano soggetto a fenomeni di natura carsica si trovano, anche nei pressi di Altamura, numerose grotte ricche di stalattiti e stalagmiti tra cui la così denominata "grotta del lesco" lungo la Statale 96 a 3,5 km e la grotta di Sant'Angelo su via Cassano nuova a circa 4,5 km dalla S.S. 96, oltre a innumerevoli anfratti e inghiottitoi carsici, localmente denominati anche "grave" o "gurghi".
Ma l'altopiano murgiano non è costituito unicamente dal basamento calcareo del Cretacico, ma al di sopra di questa bancata di calcare compatto, benché fortemente carsificato, insistono a tratti vasti lembi (superstiti) di calcarenite di origine più recente, che viene proprio definita col nome di "calcarenite di Gravina", esattamente quella che ha costituito per secoli il materiale di cava privilegiato per le abitazioni di tutto il territorio pugliese, impropriamente denominato come "tufi". La maggiore lavorabilità di questo materiale rispetto al calcare compatto ha determinato la diffusione delle attività di cava un po' ovunque, dove ce n'era tanto in abbondanza da poterlo sfruttare a sufficienza. In tal modo ha cominciato a svilupparsi una vera e propria cultura rupestre, che trova la massima espressione nella non troppo distante (meno di 20 km in linea d'aria) gravina di Matera.
Tutto ciò ha fatto sì che il territorio risulta oltremodo ricco di villaggi ipogei, spesso sviluppatisi attorno ad un culto di natura religiosa presso chiese scavate nella calcarenite, spesso religiosamente affrescate, attorno alle quali si svilupparono vere e proprie piccole comunità rupestri. Ciò anche grazie alla presenza di monaci eremiti o di piccolissimi cenobi di monaci "basiliani" che, soprattutto nell'alto Medioevo, riuscivano ad aggregare attorno all'esigenza di spiritualità e di richiesta di aiuto soprannaturale numerosi nuclei di popolazione sparsa nel territorio, allora molto più ricoperto di foreste boscate a macchia mediterranea, e più facilmente esposta alle incursioni vandaliche e soprattutto, tra l'800 e il 900 circa, dei saraceni che risalivano dal metapontino lungo il Basento e la direttrice della "Fossa Bradanica".
Nascono così i villaggi rupestri delle località "Fornello", "Pisciulo" (nei pressi della "Masseria Jesce"), "S. Giovanni", e tanti altri nuclei minori o ormai inglobati all'interno del tessuto urbano.


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